Congeliamo l’azione

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La fotografia congela un momento, click e il mondo che inquadriamo viene fermato per sempre sul nostro sensore – e se poi ne varrà la pena, magari anche stampato.
Ma il mondo reale è in continuo movimento, come facciamo ad essere certi di riuscire a fermarlo?

Il segreto è tutto nel tempo di posa che scegliamo.

Siamo fuori a scattare e stiamo scattando a mano – cioè con la nostra macchina saldamente in pugno e non bloccato su un cavalletto.
Intanto è bene che impariamo a conoscerei e capiamo qual è il tempo più lento con il quale riusciamo a scattare foto non mosse. Questo è fondamentale. Scattiamo quindi alcune foto di prova, scendendo con i tempi… Partiamo da 1/125 e scandiamo, giù giù, fino a 1/15… cerchiamo l’impugnatura più comoda e al tempo stesso più ferma, in modo di riuscire a scattare tranquillamente anche con 1/15 – con l’obiettivo di scendere magari anche più sotto.

Fatte le nostre prove, dedichiamo al post di oggi: congelare l’azione

La tecnica del congelamento – in inglese freeze – è molto usata in fotografia per riprodurre il movimento (!), può sembrare un paradosso, ma è così.
Nel prossimo post, ci avventureremo in un altra tecnica che riproduce il movimento: il panning. Torniamo al congelamento….

Scegliamo un soggetto in movimento… non è necessario che sia un auto da corsa (!), può tranquillamente essere nostro figlio che salta o il cane che corre o addirittura gli spruzzi d’acqua di un’onda o di una fontana…
Componiamo con cura l’inquadratura e SCEGLIAMO UNA COPPIA TEMPO DI SCATTO VELOCE.
Per impiegare un tempo rapido, la nostra macchina chiederà molta luce, per cui saremo costretti a scegliere un diaframma aperto, questo comporta una ridotta profondità di campo – cerchio delle cose a fuoco… vediamolo come un bene.

La ridotta profondità di campo data dal diaframma molto aperto, combinata con la rapida velocità di scatto sono due ingredienti fondamentali per la riuscita del nostro congelamento.
Ci permetteranno di separare il soggetto dal fondo e di fissarlo nel tempo.
Per cui scegliamo uno sfondo che abbia tutte le caratteristiche per staccarsi dal soggetto principale!

Ma quanto veloce deve essere il tempo di scatto?
1/1000 ferma la corsa di una F1, resa l’idea!?
Se il soggetto ci corre incontro, possiamo anche usare tempi più modesti, ma se invece la traiettoria del movimento è perpendicolare all’inquadratura, dobbiamo salire con i tempi e scegliere tempi veloci.

Quando il congelamento si traduce in grandi foto?
Quando scegliamo soggetti il cui movimentonè inequivocabile – una moto da cross che salta, un atleta che corre, un bimbo che corre e così via.
Il massimo è reso se si riesce a cogliere l’istante di culmine del movimento.

Come scattare per congelare il movimento?
Nel caso di una foto d’azione, seguiamo il soggetto nel costantemente, aiutandoci con l’auto focus continuo – in molti modello è sufficiente premere il tasto di scatto a metà in modalità auto focus continua, questo mantiene il soggetto inquadrato a fuoco per tutto il tempo.
Certi dell’impostazione tempo/diaframma, scattiamo, scattiamo, scattiamo…
Le foto migliori vengono se impieghiamo un teleobiettivo o uno zoom.

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Questo è un esempio molto pratico che ci dimostra come si possa congelare praticamente qualsiasi cosa, basta che si muova e che non è necessario essere ai bordi di una pista per provare la tecnica. Qui ho usato un tempo rapido abbinato ad un teleobiettivo e il gioco è fatto! Gocce congelate e soggetto ben staccato dallo sfondo, che ho scelto omogeneo, per non infastidire la statua in primo piano… Fondamentale che il soggetto sia accuratamente a fuoco!

Nel prossimo post…. Il panning, questo sconosciuto.

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