20121028-212453.jpg

Conoscere il nostro parco lenti da parte del dovere di ogni buon fotografo, tanto quanto conoscere la propria macchina fotografica.

Cosa dobbiamo sapere degli obiettivi con cui scattiamo?
Innanzitutto ci può tornare utile conoscere la distanza di messa a fuoco minima.
Ogni obiettivo, naturalmente, ne ha una e questo ci può dare un’indicazione molto efficace su un limite di utilizzo del nostro obiettivo.

Ci può tornare poi molto utile capire come il diaframma influisca sui nostri scatti.
Scattiamo una serie di foto allo stesso soggetto e nelle medesime condizioni, variando semplicemente la coppia diaframma/tempo ed analizziamo come cambia il risultato.
Vediamo come il diaframma comandi la profondità di campo. Il diaframma ha un’influenza molto grande sulla resa finale. Impariamo a capirne le dinamiche.

20121028-212737.jpg
In questo ritratto, ho usato un diaframma aperto (f4), per sfocare lo fondo.

Successivamente proviamo a mantenere un diaframma fisso e scattiamo qualche foto avvicinandoci e allontanandoci dal nostro soggetto e vediamo come questa semplice variazione influisca ulteriormente sul risultato finale.

Studiamo poi come i nostri obiettivi rendono la prospettiva.

Una volta capite le caratteristiche di base di ogni nostro obiettivo, proviamo a scattare un ritratto con un grandangolo (obiettivo non solitamente indicato per questo tipo di fotografia) e proviamo poi a scattare un panorama con un teleobiettivo, che di solito non useremmo per uno scatto simile.
Questo semplice esperimento ci aiuta a capire come le diverse tipologie di obiettivi rendano diversamente la prospettiva.

20121028-211927.jpg
In questa foto, che ho fatto in un mercato di Delhi, ho usato un grandangolo per fare un ritratto ambientato – la prospettiva è volutamente accentuata per quello che solitamente si impiegherebbe in un ritratto.

Ogni obiettivo rende meglio se impiegato ad una certe apertura – solitamente tra f8 e f11. Scattiamo alcune foto dello stesso soggetto, nelle stesse condizioni di luce, variando il diaframma attorno a f8, f10, f11 e f13 e successivamente, a computer, osserviamo con attenzione i dettagli prodotti. Questo ci permetterà di scoprire lo sweet spot del nostro obiettivo, l’apertura cioè alla quale il nostro obiettivo ci garantisce la massima nitidezza.