Impariamo ad esporre

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Cosa significa esporre? O calcolare l’esposizione?

Significa decidere quanta luce facciamo arrivare al sensore e per quanto tempo..
Se il sensore registra troppa luce (in termini di quantità o di tempo), la nostra foto risulterà sovraesposta, al contrario, se registra poca luce, la foto risulterà sottoesposta.

Le macchine fotografiche moderne sono dotate di sofisticati esposimetri in grado di cogliere con molta cura la luce presente nella scena inquadrata e suggerire i valori da impostare per ottenere un’esposizione corretta, corretta per quello che la macchina è stata programmata di fare.

Questo è in realtà il nocciolo della questione.

Differenza tra uomo e macchina
Per nostra fortuna la macchina è stupida. Occhio umano e macchina fotografica vedono il mondo e reagiscono a quello che vedono in modi completamente diversi.
Il nostro occhio è infatti in grado di adattarsi rapidamente alla gamma tonale di una scena – pensiamo ad esempio a quanto poco tempo ci mettiamo per cogliere un dettaglio in piena ombra, passando dal contoluce.
Il nostro occhio non solo si adatta velocemente, ma dispone di una gamma tonale molto vasta.

Le fotocamera invece ha una gamma tonale piuttosto limitata e questo dettaglio ci deve fare capire come sia fondamentale imparare ad esporre per quello che vogliamo rendere.
Inevitabilmente, per colpa della ridotta gamma tonale, la nostra reflex perderà dettagli a una o all’altra estremità della propria gamma tonale.

Mediamente una macchina è in grado di registrare una gamma tonale di una decina di stop, qualcuna si spinge a dodici, questo significa che i dettagli delle nostre fotografie dovranno cadere all’interno di questo intervallo, altresì verranno persi – o perché troppo scuri, o perché troppo chiari.

E questo è il concetto fondamentale che dobbiamo imparare.

Concentriamoci dunque su questo: capire dove cadono i dettagli della nostra inquadratura all’interno della gamma che la macchina è in grado di registrare.

Un tronco di albero – scuro – in un campo di neve – bianca – ad esempio rappresenta una di quelle situazioni che richiedono una decisione da parte nostra.
Con buona probabilità la nostra macchina ci suggerirà la coppia diaframma/tempo e probabilmente siccome l’esposimetro è tarato per il grigio medio, la nostra macchina renderà la neve grigiastra, ma non è questo il punto, il punto è che dobbiamo decidere se esporre per i toni scuri del tronco e di conseguenza bruciare la neve o fare il contrario ed esporre per la neve e sottoesporre i dettagli del tronco.
Ecco le scelte che siamo chiamati a fare. NON SE LA SCELTA È CORRETTA, MA COSA VOGLIAMO RENDERE E CHE ATMOSFERA DECIDIAMO DI FISSARE NEL NOSTRO SCATTO.
Questa è la vera sfida dell’esposizione.

Ecco due esempi dove ho scelto di includere alcuni dettagli in ombra, nella prima foto il volto dell’uomo e nella seconda i petali delle pigne.

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In questo caso, la macchina non era in grado di registrare sia i toni scuri del volto e sia le luci del cielo, per cui ho esposto per un dettaglio che fosse di poco più chiaro del volto in modo da essere certo avrei registrato il volto dell’uomo, ma al tempo stesso non avrei perso completamente il cielo e lo sfondo. Se avessi esposto per il cielo, la macchina avrebbe chiuso troppo e avrei perso completamente i dettagli del volto dell’uomo.

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Stesso ragionamento per la foto delle due pigne.
Ho scelto l’esposizione corretta per i dettagli delle pigne, sapendo che qualche dettaglio della neve sarebbe andato bruciato – poco male, il mio soggetto erano le due pigne e non la neve.

Per fare queste scelte è necessario scandirei dai modi automatici offerti dalla nostra macchina ed usare l’esposimetro in modalità spot o a lettura centrale – in questo caso leggere, bloccare la coppia tempo/diaframma e ricomporre la scena (niente paura, ci torneremo ancora sopra…)

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