Sottoeporre o sovraesporre, questo è il dilemma

Tralicci nella campagna - Sottoesposta di 1 stop per rendere il cielo che montava a pioggia
Tralicci nella campagna – Sottoesposta di 1 stop per rendere il cielo che montava a pioggia

“Sottoesporre o sovraesporre
questo è il dilemma
che sia più nobile subire i dardi…”

Vabbè meglio che la pianti qui, prima di cadere nel ridicolo assoluto, quello che vorrei trattare in questo post dedicato all’esposizione è un argomento spinoso che ha a che fare con L’ESPOSIZIONE CREATIVA.

Sbaragliamo il campo da falsi miti: PER OGNI FOTO ESISTONO NUMEROSE ESPOSIZIONI TRA LE QUALI SCEGLIERE, TUTTO DIPENDE DA QUELLO CHE VOGLIAMO TRASMETTERE CON IL NOSTRO SCATTO.

Partiamo dal concetto che nessuno è interessato a guardare foto di cartoncini grigi al 18%, perché dovremmo castrare la nostra visione e ragionare solamente in termini di quello che l’espositore della nostra macchina ci indica come coppia corretta tempo/diaframma?
Qualcuno di noi potrebbe rispondere perché la macchina è una macchina e non sbaglia mai!
E allora io dico RISPOSTA SBAGLIATA! o meglio sbagliata a metà… la macchina non sbaglia, ma non sa quello che vogliamo dire con le nostre foto ed è soltanto come pieghiamo la luce al nostro estro che ci aiuterà ed esprimerci al meglio.

Per cui PARTIAMO DAL SUGGERIMENTO DELL’ESPOSIMETRO E FACCIAMO LE NOSTRE SCELTE – questa è quella che io chiamo esposizione creativa.

SOTTOESPORRE
Le immagini sottoesposte – per errore o volutamente – risultano… scure! ah ah ah, sembra la scoperta dell’acqua calda, ma è bene che certe cose le fissiamo una volta per tutte.
Oltre ad essere più scure, le immagini sottoesposte (volutamente) SPESSO CONFERISCONO ALLA SCENA UN TONO CARICO DI TENSIONE.
Sottoesporre, con parsimonia, aumenta anche la saturazione dei colori, rendendo la scena molto più dinamica.
Va da sé che troppo sottoesposizione…

Dal Castore - 1.5 stop per dare a cielo e neve maggiore tensione
Dal Castore
– 1.5 stop per dare a cielo e neve maggiore tensione

SOVRAESPORRE
Le immagini sovraesposte – per errore o volutamente – risultano… chiare!
Ciò detto, che non aggiunge davvero molto alla nostra tecnica fotografica, vorrei dire che la scelta di una moderata sovraesposizione rende SPESSO PIU’ ETEREA E DELICATA  UNA SCENA ALTRIMENTI NORMALE.
ATTENZIONE!!!! già attenzione però con la sottoesposizione creativa…  i sensori digitali sono meno tolleranti alla sovraesposizione delle vecchie pellicole per cui tendono a bruciare i dettagli nelle luci molto più facilmente di quanto non chiudano quando si sottoespone – che tradotto in una lingua comprensibile significa, se chiudi tanto, qualcosa resta ancora, se apri troppo ti freghi la foto! chiaro!?
Per cui, sovraesponiamo cum grano salis,  magari un mezzo stop di meno, che così siamo tranquilli.

Taj Mahal+2/3 di stop per cogliere tutti i dettagli del colìonnato e per dare la sensazione del sole che entra da sinistra
Taj Mahal
+2/3 di stop per cogliere tutti i dettagli del colìonnato e per dare la sensazione del sole che entra da sinistra

DI QUANTO CHIUDERE O APRIRE?
Questo equivale al famoso quanto basta  delle ricette di cucina.
Nessuno potrà dirvi quanto davvero aprire o chiudere il diaframma o compensare se state scattando in priorità o di tempo o di apertura.
Solo l’esperienza ci correraà in aiuto!
E l’esperienza mi dice: 1/3 di stop (sia in su, sia in giù) è praticamente una correzione impercettibile, 1/2 stop aiuta, 1 stop interpreta, 2 stop può essere troppo o proprio quello che volevo… avete capito l’antifona?! Provate, non c’è ricetta che tenga!

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5 thoughts on “Sottoeporre o sovraesporre, questo è il dilemma

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  1. Interessante. Una domanda: le varie modalità, valutativa, spot ecc. influiscono nell’esposizione? Per esporre bene bisogna puntare sul soggetto che più interessa? Grazie e complimenti.

    1. Grazie per i complimenti.
      Le varie modalità di lettura dell’esposizione influisco MOLTO su come la macchina ci suggerisca l’esposizione corretta (per lei)
      Ne parlerò di sicuro… Ma nel frattempo: se usi una lettura a matrice o pieno fotogramma, l’esposimetro considera tutta l’area inquadrata, fa le le sue valutazioni e ti ridà una coppia tempo/diaframma, che tiene conto di tutti i toni che ha letto (e non sempre è quello che tu vuoi).
      La lettura centrale, dà più valore a quello che si trova al centro dell’inquadratura (un 20/30% dell’immagine) e va da sé che dipende da cosa cade al centro della tua scena.
      La modalità spot misura un 2% appena della scena, qui bisogna decidere con chiarezza che cosa si intende misurare e fare i debiti calcoli. Ma mi la che tu abbia capito il senso.
      Non ti fare problemi a chiedere delucidazioni maggiori.

      Walter

  2. Grazie Walter per avermi risposto. Approfitto ancora della tua competenza per farti una domanda specifica. Io scatto molte foto in famiglia: mi picciono i volti delle persone. I questo caso è meglio concentarsi sul viso con modaltà spot? Grazie ancora. Ciao. Marianna

    1. Le regole e come reagisce la macchina non cambiano, che si tratti di volti o altro.
      Dipende da cosa vuoi raggiungere come scopo.
      Un volto illuminato in modo omogeneo lo puoi misurare con qualsiasi metodo. Il bello però è quando ci sono luci e ombre e lì se tu che decidi. Dipende poi da quanto tempo hai per comporre. Con la modalità spot è facile sbagliare, ma ti lascia grande libertà creativa
      È una questione di abitudine.
      Troverai la modalità di lettura combinata alla modalità di scatto che ti dà maggiori garanzie.
      Per me è spesso spot+manuale o cento+priorità

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