Esporre con creatività

Puja notturna
Puja notturna

Soprattutto all’inizio, quando stiamo prendendo confidenza con la nostra macchina fotografica, la prima preocupazione è quella di scattare fotografie corrette.

Francamente non mi sento di dissentire da questo approccio e, in particolar modo mi viene da incoraggiarlo, se, appunto ci troviamo in quella fase iniziale della nostra pratica fotografica.
Ma l’esortazione che faccio immediatamente seguire è cerchiamo di non diventare schiavi della ricerca della correttezza.

Molto spesso una foto corretta è una foto banale e la fotografia è un’espressione artistica e non una semplice registrazione (corretta) della realtà.
Se alcuni aspetti della tecnica fotografica si prestano meglio all’interpretazione creativa, la misurazione dell’esposizione sembra non lasciare molto campo alla creatività… ed è qui che invece ci sbagliamo!
Spesso sottovalutiamo l’aspetto creativo che si cela dietro la misurazione dell’esposizione, che generalmente viene inteso come momento deputato a determinare la coppia diaframmi/tempo corretta.
Qualche anno fa leggevo un saggio di Joe McNally, fotografo di Life e National Geographic, il quale asseriva che nessuno è interessato ad avere una foto che è la rappresentazione ad istogrammi di un cartoncino grigio medio – niente di più vero!
Il senso è di McNally è: perchè mai dovrei essere interessato a ricercare l’esposizione corretta quando magari questa corrisponde ad una versione piatta banale  della mia scena?
E allora osiamo! sì osiamo!
Impariamo a misurare la luce, a capire come la nostra macchina fotografica viene ingfluenzata dalle zone chiare o dalle zone scure della nostra scena e impariamo a sfruttarne le potenzialità.
REGOLA PRATICA: Non pieghiamoci al diktat del nostro esposimetro, che vorrebbe ridurre i neri e i bianchi ad una paccottiglia di grigi. NESSUNO si entusiasma davanti ad una marmellata di grigi!!!
Esponiamo tenendo presente il mood  che vogliamo trasmettere!
Questo non significa esporre a caso, significa avere il controllo totale del nostro esposimetro e renderlo uno strumento creativo.
Puja notturna La foto qui a fianco è una dimostrazione di quanto esposto fino ad ora.
La scelta dell’esposizione è decisamente creativa,
Ho misurato l’esposizione imbrogliando l’esposimetro: impostando la misurazione a spot – che prende in consideranzione soltanto una piccolissima porzione del fotogramma, ho misurato la luce sulla parte illuminata del dorso del soggetto.
Ho poi ulteriormente sottoesposto di uno stop (o forse più).
Questo ha prodotto un’immagine molto diversa dalla scena che avevo davanti agli occhi, ma di certo molto più interessante, si tratta di un’immagine molto grafica, in low-key, molto intima, che lascia intravvedere la figura di un uomo e che fa focalizzare l’attenzione sul fumo bianco dell’incenso che brucia nel braciere tenuto dall’uomo.
Naturalmente la forza dell’immagine, a mio avviso, è anche data dal grafismo e dalla semplicità della composizione, oltre che dalla posa del soggetto.
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