Lunghe esposizioni

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Proviamo a divertirci con i tempi lunghi…

Prima cosa da fare: MUNIAMOCI DI UN CAVALLETTO sul quale montare la nostra macchina fotografica. È indispensabile, affinché le nostre foto non diventino un groviglio di soggetti mossi.

Seconda cosa da fare: scegliere un soggetto in movimento, il cui movimento è però controllabile e, magari, ripetibile.

Terza cosa da fare: munirsi di pazienza e di uno scatto flessibile o remoto – lo scatto flessibile evita le vibrazioni legate alla pressione del dito sul tasto di scatto.

Se impiegate un obiettivo con stabilizzatore, disinserite i dispositivi di stabilizzazione: quando non incontrano scosse, i motori di bilanciamento costruiti dentro l’obiettivo concorrono a crearne di loro (!) e come ultima cosa, se la macchina lo consente, impostate la funzione mirror up , che blocca cioè lo specchio in posizione rialzata, evitando così anche le vibrazioni, seppur minime, provocate dallo stesso specchio al momento dello scatto.

Grazie all’impiego di un tempo lungo potremo trasformare il mare in un letto di seta, una cascata in un fluire morbido, le stelle in strisce concentriche e molto altro ancora, come ad esempio far sparire la gente da una piazza affollata.

I tempi lunghi sono validi alleati per la nostra creatività, ci permettono infatti di registrare una realtà che differisce molto da quella percepita dall’occhio umano, ma dobbiamo imparare a ragionare come la nostra reflex, pensare e vedere, come pensa e vede il sensore della nostra macchina fotografica. Non è una cosa impossibile, richiede solamente un pizzico di pratica.

Vediamo da dove partire…

Dunque, impostiamo gli ISO più bassi a disposizione, impostiamo la riduzione del rumore sulle pose lunghe (se la nostra reflex ci offre questa preziosa funzione), inquadriamo, scegliendo un diaframma chiuso…

Potrebbe darsi che a luce presente nella scena sia comunque molta, e che quindi anche impostando il diaframma più chiuso, il tempo corretto non risulti sufficientemente lungo per rende l’effetto mosso come ci siamo prefissi, per superare questo ostacolo, se non ci è possibile scendere ultimamente con gli ISO, il mio consiglio è quello di munirsi di un filtro neutro.
Ne esistono di varie densità – addirittura a densità variabile. Più alta è la densità del filtro e più luce bloccano,
Il filtro neutro riduce la quantità di luce che colpisce il sensore, senza modificare i rapporti tonali tra gli oggetti inquadrati e senza intaccare la resa cromatica generale della scena – si tratta di filtri grigi che hanno il compito di limitare semplicemente la luce – se intendiamo sperimentare nel campo dei tempi lunghi, la nostra attrezzatura non può essere sprovvista di uno o più filtri neutri (ND), si montano su slitte dedicate o si avvitano sulla ghiera anteriore dell’obiettivo e hanno costi che vanno dai 30 ai 200 euro, a seconda della qualità e della flessibilità di montaggio.

Passiamo alla pratica, ora…

Ecco alcuni tempi di posa di riferimento per ottenere l’effetto voluto.
Partiamo da questi tempi e aumentiamo o diminuiamo, fino a trovare quelli che meglio rendono l’effetto desiderato e ricordiamoci, non esiste un tempo giusto, ma semplicemente risultati che ci soddisfano o meno…

Mare, effetto mosso: 1″
Mare, effetto seta: 30″
Cascate, effetto fluido: da 1″ a 15″
Torrenti, effetto fluido: da 1″ a 15″
Stelle, moto strisciato: non meno di 15′, ma anche svariate ore (necessario impostare il tempo B)
Cancellare la gente: non meno di 5′
Traffico, strisce colorate dei fari: 1/8″

Naturalmente l’effetto finale dipende dalla velocità con cui il nostro soggetto scorre, per cui la sola maniera per ottenere buoni risultati è provare con tempi di scatto diversi.

Quasi tutte le reflex hanno come tempo massimo 30″, se vogliamo spingerci oltre, come ad esempio nel caso delle stelle o per far sparire la gente da una piazza, dobbiamo impostare la nostra macchina sul tempo B.
Mettere la macchina sul tempo B significa forzare l’otturatore a rimanere aperto per tutto il tempo che teniamo premuto il pulsante di scatto.
Per fare questo abbiamo necessariamente bisogno di uno scatto flessibile. L’otturatore si aprirà quando premeremo il pulsante sullo scatto flessibile e resterà aperto per tutto il tempo che terremo premuto il pulsante, per cui si rendono necessari anche un timer o un cronometro, in modo da poter calcolare con precisione il tempo di posa.
Il tempo B non è poi diverso dagli altri tempi di scatto della nostra macchina, se non che siamo noi a decidere manualmente quanto tenere aperto. Molti scatti fissi dispongono di un blocco sul pulsante di scatto e questo ci permette di lavorare con tempi davvero lunghi – anche svariate decine di minuti, se non ore – senza dover per forza essere vincolati a tenere in pugno lo scatto flessibile.

Un ultimo consiglio: i tempi lunghi sono molto dispendiosi in termini di batterie, facciamo in modo che la nostra macchina abbia batterie fresche o rischieremo di tornarcene a casa prima del previsto…

A questo punto, buon divertimento!

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