Paesaggio: un po’ di composizione

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La fotografia paesaggistica ha un vantaggio rispetto ad altri generi di fotografia: si svolge con calma.

Usiamo dunque la calma e prendiamoci il giusto tempo per comporre la nostra inquadratura.

Una volta scelto il luogo, magari dopo aver fatto un rapido sopralluogo, decidiamo come inquadrare, quali elementi includere e quali lasciare fuori – ricordiamoci che QUELLO CHE NON INQUADRIAMO NON ESISTEQuesta è una regola che personalmente pongo alla base della fotografia, non importa che cosa ci si pari davanti nella realtà, se decidiamo di non includerlo – o semplicemente non lo includiamo – nella nostra inquadratura, NON ESISTE!

Così come, se decidiamo di includere un elemento nella nostra inquadratura – o lo includiamo per errore, la gente si domanderà cosa volevamo dire. Pensiamoci quando componiamo la nostra prossima inquadratura.

Qualche regola di composizione….

    • La regola dei terzi
      E’ forse la regola compositiva più usata (ed abusata) in fotografia, ma riesce sempre nell’intento di creare immagini non banali.
      Dividiamo l’inquadratura secondo questo schema
      20120501-215218.jpgE cerchiamo di posizionare un elemento fondamentale sull’intersezione delle linee. Vecchia, ma sempre valida, regola per portare a casa uno scatto interessante
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    • Linee guida
      Usiamo linee (reali o virtuali) per guidare l’occhio attraverso il nostro paesaggio

      Impossibile non seguire la linea curva che traccia la strada attraverso l'inquadratura

    • Piani diversi
      Uno scatto di paesaggio solitamente trae beneficio se poniamo un elemento in primo piano. Questo però comporta il fatto che si scelga un diaframma chiusa tanto da avere a fuoco sia il primo piano, sia l’infinito20121102-152724.jpg
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