hills13

Il range dinamico è un concetto fondamentale per la fotografia digitale ed indica quanti stop la nostra macchina è in grado di registrare tra i il nero pieno e il bianco bruciato, cioè la gamma massima di esposizione.

È bene conoscere i limiti della nostra macchina, soprattutto quando ci troviamo a scattare in situazione estreme di luce e siamo chiamati a prendere delle decisioni radicali. Il range dinamico ci dice quanti stop la nostra macchina è in grado di registrare.

Perché è importante conoscere questo dato?
In realtà non è un dato così fondamentale, ma ci può aiutare a capire se una scena, dove magari l’illuminazione è critica, il sensore è in grado di registrare l’intera gamma o taglierà ad un certo valore.

Di solito macchine fotografiche digitali di buon livello hanno un range dinamico che si attesta attorno ai 10/12 stop, distribuiti attorno al valore medio (la lettura di un grigio al 18%).
Macchine di minor valore offrono range più limitati, 6/7 stop al massimo,

Per cui, quando inquadriamo una scena cerchia di capire subito quale sia il valore più alto di luce e il valore più basso e proviamo anche a stabile la differenza in stop tra l’uno e l’altro, capiremo così per cosa esporre, in modo da non ritrovarci poi con fotografie irrimediabilmente bruciate o nere.
Questa operazione si chiama anche calcolo del contrasto .

Non è una cosa da sottovalutare, soprattutto perché i sensori digitali hanno meno latitudine d’esposizione delle vecchie pellicole e tendono quindi a bruciare o ad andare a nero più rapidamente.

Dobbiamo imparare a leggere il contrasto di una scena, farla diventare un’azione automatica, attraverso uno sguardo capire qual’e il valore medio, quali gli estremi (bianchi e neri), ragionare in termini di stop e capire dove la nostra macchina taglierà. È importante per decidere dove leggere la luce e anticipare il risultato finale.
Come si fa? Con la pratica.

Range tonale

 

In questa scena, ci dobbiamo preoccupare se il valore minimo e il valore massimo non siano troppo distanti tra di loro in termini di stop – ad esempio se tra il valore mnimo e quello medio ci fossero solo 3/4 stop di differenza avremmo la quasi certezza che il nostro sensore sarebbe in grado di registrare entrambi i valori tonali, se così non fosse, qualcosa andrebbe perso nelle ombre.
Il medesimo ragionamento si applica tra valore medio e valore massimo.

Inizialmente potrebbe sembare un argomento complicato ed ostico, ma con la pratica, cercando di imparare a ragionare come la nostra macchina tutto ci sembrerà davvero ovvio.