Fotografiamo le cascate (!)

lago_blu_con_cascata

Con la bella stagione e le gite in montagna, può capitare di imbatterci in una cascata. Soggetto che vi consiglio di non perdere assolutamente.
Le cascate sono un soggetto altamente spettacolare, soprattutto se le fotografiamo tenendo conto di qualche trucco tecnico.

Prima di lanciarci nella tecnica fotografica, è bene che prendiamo in considerazione qualche precauzione.

Quale attrezzatura serve per immortalare una cascata?

  • Una reflex
  • Un grandangolo
  • Un cavalletto (solido)
  • Un filtro polarizzatore

Come vedete, poca roba… e quindi non abbiamo scuse per non provarci.
Se poi vogliamo davvero completare la nostra attrezzatura, possiamo dotarci anche di uno scatto flessibile e di un filtro digradante neutro.

Scegliamo il posto
Una volta sul posto non facciamoci prendere dall’ansia di scattare, prendiamoci il giusto tempo per girare un po’ attorno, cerchiamo soluzioni alternative, studiamo il posto…assorbiamo il posto.
Una volta scelto il posto, cerchiamo di tenere in considerazione l’incolumità, nostra e della nostra attrezzatura. I luoghi in prossimità di cascate sono insidiosi, è facile scivolare e spesso gli spruzzi possono creare problemi all’attrezzatura. Per cui, una volta scelta il punto dal quale scattare, assicuriamoci di essere in totale sicurezza.

Prepariamo lo scatto…
Cerchiamo di evitare la classica inquadratura frontale. Le cascate rendono decisamente meglio se inquadriamo il salto d’acqua con un certo angolo, in questo modo sottolineiamo la caduta, rendendo lo scatto decisamente più interessante.
Montiamo SEMPRE la macchina su un cavalletto e componiamo con calma.
Includiamo elementi di contorno in grado di dare un’idea delle dimensioni della cascata.
Impostiamo un tempo lungo – mai sotto il secondo.
Se ne possediamo uno, utilizziamo uno scatto flessibile. Se non possediamo uno scatto flessibile, impostiamo l’autoscatto.
Impieghiamo un filtro polarizzatore per massimizzare l’impatto del getto.

Come scattare…
Impostiamo la macchina in manuale – su questo non transigo (ah ah ah).
Scegliamo gli ISO più bassi, eviteremo il rumore digitale e saremo costretti a scattare con un tempo lungo.
Scegliamo un’apertura di diaframma piuttosto chiusa, in modo da avere tutto a fuoco e di scattare con tempi più lunghi. Il mio consiglio  è quello di scegliere un diaframma attorno ad f.16, ma possibilmente anche diaframmi più chiusi, come ad esempio f.22, che ci costringeranno  ad usare tempi di scatto ancora più lunghi.
Perché scegliere un tempo lungo? Per ottenere un effetto seta sull’acqua che cade.
Quanto lungo? Non meno di 2 secondi. Con 2 secondi il salto d’acqua risulta molto più attraente e poetico.
Scegliere il tempo ideale è fondamentale. Un tempo troppo breve crea un flusso d’acqua poco fluido, un tempo troppo lungo rende il salto d’acqua poco percepibile. Tutto, naturalmente, è legato alla velocità con la quale l’acqua cade, per cui non esistono regole fisse, ma tentativi. Facciamone abbastanza prima di decidere di lasciare il posto.
Se c’è troppa luce, può essere utile munirsi di un filtro grigio neutro che aiuta ad abbassare l’intensità di luce presente nella scena.

Un ultimo consiglio…
Controlliamo sempre le previsioni meteorologiche. Le cascate rendono al meglio se scattate con una luce diffusa. Cerchiamo di capire che tempo farà il giorno che decideremo di scattare.
Se ci è possibile scattiamo durante giorni relativamente nuvolosi.
A che ora è meglio scattare?
Se la cascata non è direttamente esposta alla luce del giorno, non importa molto l’ora. Se invece siamo esposti al sole, scegliamo le ore attorno all’alba e al tramonto, per cogliere porzioni di cielo colorate dalla luce morbida e calda delle golden hours.

 

 

 

 

 

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