C’è sempre un modo

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… soprattutto se per modo intendiamo modalità di scatto.

Lo scorso weekend, durante il workshop di street photography, l’annosa questione di che modalità imposto? è uscita più e più volte, soprattutto come se chi lo domandasse, di aspettasse una risposta definitiva e lapidaria – che non esiste.
E io non ho fatto altro che rispondere sempre nella stessa maniera: SCEGLI IL MODO CHE TI PERMETTE DI SCATTARE PIU’ RAPIDAMENTE E CHE TI FA SENTIRE PIU’ A TUO AGIO – non dobbiamo dimenticare che la rapidità nella street photography è davvero molto.

Facciamo un ripasso, allora e cerchiamo di capire quali sono le modalità di scatto proposte dai vari modelli e in quali situazioni è meglio sceglierne una, anzichè un’altra.

MODALITA’ AUTOMATICA
Non servono molte parole. La più affossata dai cosiddetti amatori esperti. In realtà devo ricredermi su alcuni luoghi comuni che hanno a che fare con la fatidica A, ormai le reflex hanno raggiunto una complessità e una “simil” perfezione che anche in automatico riescono a leggere le scene inquadrate con una certa maestria e producono risultati finali di tutto rispetto.
Il vantaggio principale della modalità automatica è naturalmente dato dal fatto che non dobbiamo pensare a nulla, se non ad inquadrare, comporre e scattare, ragione per cui, in situazioni dove dobbiamo fare della rapidità una necessità, la modalità automatica diventa molto utile.
I vari modelli poi propongono diversi automatismi, con impostazioni tecniche diverse – ad esempio la modalità ritratto predilige diaframmi aperti per favorire una ridotta profondità di campo, mentre la modalità sport, ad esempio, fa in modo che la macchina prediliga tempi rapidi, per congelare l’azione.Nella modalità automatica, la macchina valuta la scena inquadrata, misura la luce e sceglie quella cheè la coppia corretta tempo di posa e diaframma, in relazione agli ISO impostati.
Tutto si risolve in un’attività di ponti-and-click, ma ripeto, se usiamo il tempo che la macchina ci libera per comporre, qualche volta, ben venga la famigerata A.

PRIORITA’ DI DIAFRAMMI
Noi impostiamo il diaframma, la macchina di conseguenza, dopo aver valutato la luce, imposta il tempo.
E’ una delle due modalità semi-automatiche e consente di essere sufficientemente creativi e rapidi.
Quando usarla? QUANDO VOGLIAMO AVERE SEMPRE IL MASSIMO CONTROLLO DELLA PROFONDITA’ DI CAMPOdal momento che il diaframma controlla (assieme a focale e distanza del soggetto la profondità di campo).
Per cui se stiamo realizzanso dei ritratti o dei panorami, impostare la macchina in priorità di diaframma può tornare molto utile.
Ritattti e paesaggi sono due tipologie di fotografia dove molto (se non tutto) dipende da quanto abbiamo a fuoco e quindi la scelta è corretta.

PRIORITA’ DI TEMPI
Del tutto analoga alla modalità precedente, in priorità di tempi, noi scegliamo il tempo con il quale scattare e la macchina imposta di conseguenza il diaframma che reputa corretto.
Quando usarla? QUANDO VOGLIAMO AVERE SEMPRE IL CONTROLLO DEL MOSSO IN MACCHINA e cioè nei casi di foto con soggetti in movimento, dove vogliamo avere il controllo se rendere il soggetto mosso o se congelarlo.
Prima di passare a parlare della regina delle modalità, la modalità M, manuale, spendiamo quattro righe su come sia sempre possibile intervenire sulle scelte della macchina, qualunque sia la modalità che abbiamo scelto.
Esiste un tastino molto molto potente, ed il tasto della compensazione dell’esposizione.
Attraverso la compensazione è possibile modificare le scelte della macchina e correggere il risultato finale, magari sovraesponendo se il soggetto ad esempio è un campo innevato o un muro bianco o sottoespondo se il soggetto è un gattino nero.

MODALITA’ MANUALE
Ossia, massima libertà, ma anche qualche macchinosità e la ncessità di conoscere la tecnica e come funziona l’esposimetro di una macchina fotografica.
Anche in manuale, la macchina suggerisce la sua coppia diaframma/tempo, ma ci lascia la  libertà di impostarli separatamente.
M, la lettera preferita da chi si sente a suo agio con una reflex in mano, ma ciò non significa che scegliere una delle altre modalità produca scatti di qualità inferiore.

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5 thoughts on “C’è sempre un modo

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  1. Dopo mesi di incasinamento sulla modalità’ manuale ora sono anni che lavoro in priorità’ diaframma e mi trovo bene. Voglio tuttavia provare la priorità di tempi che quelmaledetto micromosso e davvero fastidioso a volte.grazie

  2. ” magari sovraesponendo se il soggetto ad esempio è un campo innevato o un muro bianco o sottoespondo se il soggetto è un gattino nero.”
    Leggo solo ora e le mie idee si complicano, mi spiego io sulla neve o davanti muri bianchi pensavo di sottoesporre e di sovraesporre se il soggetto è scuro. Se non chiedo troppo vorrei una conferma: sovraesponi se sulla neve o su parete riflettente chiara e sottoesponi se soggetto scuro ?

    1. La questione è semplice.
      Tutto dipende da che sistema per leggere la luce usi.
      Supponiamo tu stia utilizzando un sistema che valuta tutta la scena, in questo caso, includendo molto bianco (neve o muro), l’esposimetro della macchina cerca di riportare tutto ad un grigio medio e quindi ti consiglia una coppia tempo/diaframma che renderebbe la neve o il muro grigi, sottoesponendo.
      Ecco perché dovresti sovraesporre.

      Nel caso però tu sia un po’ più esperto, ti consiglio, in situazioni estreme (ad esempio un soggetto a cui tieni davanti ad un muro bianco) di impostare la modalità spot e di leggere la luce sul soggetto. Di sicuro la neve verrà un po’ bruciata, ma il tuo soggetto non risulterà una silhouette.
      A presto

      Walter

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