Il pulsante del blocco esposizione, questo sconosciuto

bloccoesposizione

C’è un pulsante sul dorso di quasi tutti i modelli di reflex, ma molti ne ignorano quasi completamente la funzione, eppure, quel piccolo congegno è tanto semplice, quanto efficace da usare, ed è in grado di toglierci dagli impicci quando la misurazione della luce si fa difficile e dobbiamo essere rapidi

Per capire come può tornarci utile il pulsante di blocco dell’esposizione dobbiamo però fare un premessa e chiarire come le diverse modalità di scatto interferiscono con la misurazione dell’esposizione.

Tre parametri giocano la partita in tutte le modalità di questo mondo – e di qualsiasi possibile altro: tempo, diaframma e sensibilità ISO – dò per scontato che tutti sappiate di cosa stiamo parlando, altrimenti qui trovate un ripasso (clicca qui).

Proseguiamo, dunque…

In modalità automatica la macchina calcola tutto da sola. Diciamo che ormai la tecnologia ha fato passi da giganti e molto spesso, se non cerchiamo di intervenire in modo creativo, questa modalità produce immagine soddisfacenti, anche se qualche volta possono capitare  che risultino troppo scure o sovraesposte  – o, in ogni caso, non esattamente come avremmo immaginato

In manuale tutto il peso della scelta è lasciato a noi. La cosa può intimidire, soprattutto all’inizio, ma di certo, una volta capito come funziona la lettura della luce da parte di una macchina fotografica, la modalità manuale è  la soluzione più flessibile, capace di rendere sempre al meglio la nostra intenzione creativa. Il prezzo di solito lo si paga in termini di rapidità e reattività alla scena – insomma, in manuale serve un po’ più di tempo e un po’ più di pratica

Restano poi le due modalità semi-automatiche (priorità di diaframma e priorità di tempo), dette anche modalità creative.
In priorità di diaframma (AV o A – che sta per aperture, “diaframma” in inglese), noi impostiamo ISO e diaframma e la macchina calcola – io di solito preferisco dire suggerisce – il tempo ideale per ottenere un’immagine correttamente esposta.
In priorità di tempo (TV o S – che stanno per time, “tempo” o shutter, “otturatore”), noi invece scegliamo ISO e tempo di posa e la  macchina ci ritorna il diaframma, sempre nel tentativo di esporre correttamente.
La faccenda si complica a seconda che la macchina usi una porzione più o meno ristretta dell’inquadratura (o più o meno centrale) per svolgere i suoi compitini.
Immagino vi stiate chiedendo il perché… semplice,  è possibile che il valore suggerito dalla macchina (tempo in priorità di diaframma o diaframma in priorità di tempo) vari ogni volta che spostiamo l’inquadratura, a seconda della luminosità del soggetto puntato dall’area sensibile deputata alla misurazione (di solito il centro o il punto di messa a fuoco).

E questo qualche volta potrebbe crearci qualche problema d’esposizione.

Facciamo un piccolo esercizio di immaginazione…
Immaginate di aver impostato la lettura dell’esposimetro sull’area centrale del mirino, di aver scelto una delle due modalità creative, diciamo priorità di tempo. Immaginate ora che il vostro soggetto sia più scuro della media della scena e che NON lo vogliate collocarlo al centro   dell’inquadratura (!), perché avete deciso di osare un po’ più e comporre usando la regola dei terzi (wow!)
Ahi, ahi, ahi… vediamo che succede…
Puntate sul soggetto per ottenere la giusta esposizione e la macchina vi suggerisce una coppia di parametri, diciamo ad esempio 1/125 f.5.6.
Ma non è quella la composizione che avevate in mente, per cui spostate l’inquadratura e componete correttamente.
Posizionate il soggetto sulla sinistra, ma ecco che il cielo e il mare, che ora occupano l’area sensibile per la misurazione (il centro del mirino), vi giocano un brutto scherzo: sono molto più chiari del vostro soggetto e suggeriscono alla macchina di porre rimedio. Detto, fatto! La vostra reflex esegue il compito ed ecco una  nuova coppia tempo/diaframma passa da 1/125 f.5,6 a 1/125 f.11, corretta per cielo e mare, ma decisamente troppo scura per il vostro soggetto. Ed ora!?

Ecco un caso tipico dove il pulsante di blocco dell’esposizione può fare un piccolo modesto, ma significativo, miracolo.

Premendolo con il pulsante di scatto, la macchina blocca la coppia tempo/diaframma fino al momento dello scatto e non importa se modifichiate l’inquadratura, l’esposizione rimarrà costante, Per cui misurate la luce sul vostro soggetto (1/125 f.5,6), ricomponete, decentrandolo, ma l’esposizione rimarrà invariata, corretta per il vostro soggetto principale e per nulla influenzata da cielo e mare.
Semplice, rapido, indolore.
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(…) Con il pulsante di scatto premuto a metà corsa e il soggetto in corrispondenza dell’area di messa a fuoco, premere il pulsante AE-L/AF-L per bloccare l’esposizione (…) Quando è in funzione il blocco dell’esposizione, nel mirino appare l’indicazione “AE-L” o “EL”. (…)
– dal manuale di utilizzo dei modelli Nikon.

Dove lo trovate!?
Dipende dalla marca e dal modello di macchina fotografica.
Sui modelli Nikon il pulsante si trova sul dorso della fotocamera, nella parte superiore destra ed è contrassegnato dall’abbreviazione “AE-L/AF-L”.
Questo, nell’oscuro linguaggio tecnico, significa che lo stesso pulsante può svolgere due funzioni distinte: il blocco dell’esposizione (AE-L) e il blocco della messa a fuoco (AF-L), per assegnare la funzione di blocco dell’esposizione dovrete fare riferimento al manuale d’utilizzo.Sulle Canon è più piccolo ed è contrassegnato da un asterisco, anche in questo caso vi consiglio di consultare il manuale.

Alcuni modelli bloccano l’esposizione fino allo scatto, altri la bloccano fino a che il pulsante non viene premuto una seconda volta… la cosa più saggia resta sempre quella di prendere in mano il tanto bistrattato manuale.

Ma serve davvero?
A molti, il blocco dell’esposizione, potrà sembrare una funzione superflua, una sorta di lusso,  ma credetemi, con un po’ di pratica, soprattutto se per una questione di rapidità avete scelto uno delle due modalità di esposizione creative, il pulsante di blocco dell’esposizione è un po’ come il Settimo Cavalleggeri delle vecchie pellicole western.

Personalmente preferisco scattare in manuale ed avere il controllo totale su tutti i parametri che concorrono all’esposizione, ma esistono situazioni dove la rapidità può fare la differenza – ad esempio la fotografia naturalista o quella sportiva, dove una manciata di istanti separano uno scatto memorabile da un tentativo.

La fotografia è un’attività molto personale, i risultati che ottengo sono il frutto di automatismi che ho fatto miei negli anni.
Il mio consiglio è che ognuno di voi si crei i suoi – non esiste il modo giusto.
Credo che sapere a cosa serva quel piccolo pulsantino sul dorso della nostra fotocamera, in grado di bloccare l’esposizione, ma soprattutto sapere quando può cavarci le castagne dal fuoco, possa essere una cosa utile, non importa se non entrerà mai di diritto nella lista dei vostri automatismi.

 

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