A proposito di ritratti: non sempre soli.

 

milano
Per iniziare, chiedete ai soggetti di guardare in macchina: vi aiuterà. Poi, ogni tanto, provate anche a divagare un po’.

Spesso chi si avvicina alla fotografia di ritratto tende ad applicare la regola di “un solo soggetto per scatto” in modo fin troppo draconiano.
A volte la situazione ci indica che separare i soggetti tende ad impoverire lo scatto, ma quando farlo è soltanto la nostra sensibilità che potrà dircelo – già perché in realtà non esiste nessun comandamento scritto a tal proposito.

Personalmente mi affido alla mia sensibilità e al senso che voglio dare al mio scatto.
Quando però scattiamo più soggetti in una fotografia di ritratto, anche se posata, dobbiamo ricordarci che per ognuno di loro introduciamo una serie di variabili con le quali dovremo fare i conti al momento del click.
Nulla di trascendentale, naturalmente, ma dovremo porre più attenzione alla composizione, dovremo prestare maggior cura all’illuminazione e fare in modo che tutti i soggetti presenti ne beneficino al meglio, dovremo controllare – e ricontrollare – le pose, le espressioni, gli atteggiamenti. E se la cosa può risultare complicata con un solo soggetto…

Esistono scatti che IMPONGONO più soggetti, ad esempio quando il legame tra i soggetti è esplicito come nel caso di famigliari, soci o compagni di squadra o nel caso stessimo raccontando una qualche avventura (0 disavventura) vissuta dai soggetti.

Altre volte la ragione di un ricatto con più soggetti può venire suggerita dalla semplice relazione estetica – funziona molto bene la relazione degli opposti – ad es. un bianco e un nero, un bimbo e un anziano, un uomo e una donna, ecc.

Una cosa però va ricordata: UN BUON RITRATTO DI GRUPPO DEVE COMUNQUE SAPERE TRASMETTERE LE DIVERSE INDIVIDUALITA’ RITRATTE, se così non è, lo scatto non è pienamente riuscito.

Uno delle convinzioni più comuni, nei ritratti con più soggetti, è che tutti debbano guardare in macchina. Non è necessario. È necessario però che ognuno dei soggetti ritratti esprima la propria personalità, questo sì ed è decisamente molto più importante.

Quando abbiamo a che fare con più persone, dobbiamo usare un po’ di psicologia in più, tenendo presente che nel gruppo (ma anche nella semplice coppia) c’è sempre chi viene meglio e chi è meno abituato.
Cogliamo inoltre il linguaggio del corpo. I soggetti, anche se in posa, tenderanno ad interagire tra loro all’interno del perimetro del nostro formato e sarà nostro compito sfruttare al meglio l’opportunità, che aggiunge un livello di comunicazione.

Detto ciò, non fatevi intimorire e scattate. Scattate di più di quanto fareste di norma con un solo soggetto, provate inquadrature diverse e, se ne aveste la possibilità, cambiate le posizioni dei soggetti di scatto in scatto.

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Più soggetti interagiscono tra loro. Le pose che assumono e la relazione tra di loro carica lo scatto di significati. Cercate le interazioni.

 

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