Parliamo di luce: luce riflessa

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La luce in questo scatto arriva da fuori inquadratura e riflette sull’acqua del Gange, illuminando in modo tenue il soggetto, alcuni tagli di luce diretta contribuiscono a rendere lo scatto più interessante

Se brillare di luce riflessa non è di certo una meta da inseguire, fotografare con luce riflessa può portare risultati di qualità.

La luce riflessa, tra tutte le tipologie di luce,  è quasi sicuramente una di quelle alle quali si pensa meno, eppure è quasi sempre a disposizione.

Esistono diversi tipi di luce riflessa, sicuramente quella più affascinante e quella che rimbalza sul terreno, o come nello scatto d’apertura, sull’acqua.

Pavimenti, marciapiedi, selciati – e massa d’acqua – hanno la capacità di trasformarsi per noi in ampi riflettori e di regalare a scatti, altrimenti anonimi, un’atmosfera spesso magica, riuscendo a generare una luce più avvolgente di quella diretta, se non addirittura estatica.

Affascinante, misteriosa, mai scontata, la luce riflessa offre molte opportunità al fotografo che sa guardarsi attorno, e tra le diverse possibilità, ancor di più, la luce che si riflette a terra.

SI tratta di una luce molto particolare, tenue e  carica di atmosfera. La cosa particolare è che là si deve cercare… nell’ombra. Sì, avete letto bene. La luce riflessa non è mai diretta (!) e la si trova spesso in ambienti pressoché chiusi – chiese, monasteri, ma anche garage, stalle e officine, la luce riflessa è molto democratica, ma altrettanto evocativa.
Bisogna sapere quello che si cerca e avere la pazienza che gli occhi si abituino alla semi oscurità, poi ci si aprirà un mondo di atmosfere tenui, contrasti ridotti, che quasi suggeriscono appena il nostro soggetto.

la luce riflessa dal basso è  morbida ed avvolgente, sempre ache nata, sempre, ma troppo esplicita – per questo serve un briciolo in più di allenamento e di pratica.

Attenzione al colore delle superfici sulle quali la luce riflette, perché una delle caratteristiche più difficili da gestire, quando si parla di luce, è che questa assume il colore della superficie sulla quale rimbalza, caricandosi di dominanti cromatiche qualche non desiderate.

Esporre per la luce riflessa è piuttosto semplice, dal momento che tutta la scena, teoricamente, cade in un ridotto range tonale. La maestria sta nel decidere di sottoesporre, e dunque preferire uno scatto più intimo, ancora più accennato e povero di dettagli, oppure sovraesporre,  e scegliere dunque uno più diafano, più etereo. Il piccolo miracolo spesso si risolve nello spazio di un paio di stop.

La grandezza della luce che riflette sul terreno è tutta nella palette di colori molto contenuta e dall’allure che dona al soggetto, avvolgendolo dal basso.
Una buona alternativa creativa è quella di includere nella scena, quando possibile, qualche taglio di luce diretta nella scena, giusto per regalare una sferzata di energia.

 

 

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