Scattare le stelle

Cielo Sahara - Diego Gardina
Cielo sopra Abdul – foto di Diego Gardina

Sono appena tornato da un photo tour in Marocco dove il momento culmine era rappresentato dalla sessione fotografica notturna nel deserto del Sahara.
Uno dei partecipanti ha avuto la stoica costanza di appostarsi per ben due ore al fianco della sua macchina fotografica puntata verso la Polare e ho deciso di premiare la sua abnegazione utilizzando il suo scatto in questo post divulgativo – grazie Diego Gardina.

Allora, vediamo come fare per scattare delle belle foto al cielo notturno…

COSA SERVE?

  • cavalletto
  • scatto remoto o intervallometro
  • torcia
  • timer (non necessario)
  • tanta pazienza

Se non avete un cavalletto, girate pure i tacchi e tornatevene a casa, non potrete scattare nulla di valido.
Il cavalletto è l’accessorio indispensabile della fotografia notturna, permette di mantenere la macchina puntata per tempi anche davvero lunghi, senza il pericolo che gli scatti vengano mossi.
Scegliete un cavalletto solido, ripagherà la spesa con il risultato.

Dotatevi inoltre di uno scatto flessibile, meglio se intervallometro.
Lo scatto flessibile vi aiuta a mantenere la macchina immobile, mentre con un intervallometro avete accesso a tutta una serie di funzioni, quali ad esempio la possibilità di stabilire un numero di scatti in sequenza, intervallati da un certo tempo fissi – vedremo a cosa può servire.

Esistono due modi di fotografare le stelle di notte: puntiforme o strisciate.

Il movimento della terra attorno al proprio asse verticale, allineati idealmente con la Stella Polare (nell’emisfero settentrionale) o con la Croce del Sud (nell’emisfero meridionale) fa sì che se usiamo un tempo lungo, le stelle vengono riprodotte con una strisciata concentrica alla Polare o alla Croce del Sud, più o meno lunga a seconda della durata di esposizione.

PUNTIFORMI
Se vogliamo ottenere il firmamento come un insieme di puntini chiari fissi, dobbiamo utilizzare un tempo di scatto veloce.
Attenzione però, per avere la certezza che il tempo che stiamo utilizzando sia sufficientemente veloce per ottenere stelle puntiforme possiamo affidarci ad una regoletta che arriva dal passato: la regola dei 500.

Se possedete una macchina Full Frame, dividete 500 per la focale che state impiegando e il risultato sarà il tempo massimo che potrete utilizzare, al di sotto del quale avrete la certezza che le stelle vengano a forma di punto.
Per Nikon DX, anziché 500 utilizzate 333 e per Canon DX, 312.
Per cui, se montate un 35mm su una Nikon Full Frame, il tempo limite sarà di 14 secondi circa. Per cui basterà impostare un tempo inferiore per avere la certezza che le stelle non si muovano. Tutto chiaro? Spero di sì.

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Stelle sul Sahara – 14mm f. 2.8 @30″ ISO 2500

STRISCE DI STELLE
Questa è forse la soluzione più divertente, anche perché così, le stelle, le si può vedere soltanto grazie alla fotografia.
Per ottenere strisce di stelle bisogna impiegare tempi lunghi, a volte anche della durata di ore.
Una soluzione è quella di impostare la macchina sul cavalletto, collegare lo scatto remoto, impostare il diaframma più chiuso a disposizione e tenere l’otturatore aperto per tutto il tempo necessario –  60 minuti come minimo, ma anche due o tre ore.
Così operando però il sensore, costretto a lavorare per tutto il tempo per il quale l’otturatore è aperto, frigge, introducendo rumore e perdendo di efficacia.
Ed ecco che ci vengono in aiuto software e intervallometro.
Colleghiamo l’intervallometro, impostiamo un’esposizione tra i 20″ e i 30″ e impostiamo un numero di scatti che arrivino a coprire due ore circa, separati da un secondo al massimo.
Otterrete, nel caso di un’esposizione totale di due ore, 240 scatti da 30″, che poi monterete in Photoshop o in StaStaX – e vi assicuro che l’operazione è indolore.
Facendo così, calcolare la corretta esposizione sarà davvero un gioco da ragazzi.
Basterà fare i conti con l’esposizione base di 30″ (come nell’esempio), al resto ci penserà il vostro intervallometro.
Ricordatevi di avere le batterie della macchina cariche e di esservi portati un giaciglio comodo e caldo.
Fate partire l’intervallometro e godetevi lo spettacolo del firmamento, accompagnati dall’ipnotico suono della vostra reflex che scatta ogni 30 secondi – vi consiglio di togliere la riduzione di rumore per le alte esposizioni, impostare lo scatto a raffica o continuo, togliere l’autofocus e la riduzione di vibrazione dagli obiettivi

Cielo Sahara - Diego Gardina
Cielo sopra Abdul (foto di Diego Gardina) – montaggio in StarStaX di 240 scatti, 14mm f.1.4 @30″ ISO 400
Circling Stars_1
Castellazzara – scatto unico, 14mm f.2.8 @17′ ISO 100

 

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6 thoughts on “Scattare le stelle

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    1. Grazie, sono contento che il linguaggio sia chiaro e comprensibile. Spesso è facile lasciarsi prendere la mano e senza accorgersene si trasforma il post in una giungla di termini tecnici.
      Grazie a te per seguire il blog.

  1. Tutto molto chiaro tranne una cosa: scusa non mi è chiaro perchè la “foto stelle sul sahara” ha le stelle puntiformi mentre l’ultima “castellazzara” con stesso obiettivo stessa apertura e tempo inferiore abbia le stelle striscianti.. Non dovrebbe essere il contrario?

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