Photo tour possibili: Ladakh, il piccolo Tibet

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Monaco addormentato nel monastero di Tikse

C’è un angolo di mondo, a tremila e seicento metri sul livello del mare, che ha saputo mantenere intatte le sue sembianze e le sue tradizioni per secoli: il Ladakh.

Il Ladakh è una regione del nord dell’India, al confine con la Cina e con il Kashmir. Per tradizione e aspetto, il Ladakh, è noto come “piccolo Tibet”.  Del vicino Tibet, il Ladakh, infatti, conserva tutti gli aspetti principali: geografia e religione. Dall’invasione cinese del Tibet, l’altopiano del Ladakh è stato il primo rifugio  per i fuggiaschi, che affrontavano i passi dell’Himalaya per salvarsi la vita. Il segno buddista è ovunque in Ladakh, nonostante la grande presenza musulmana.

Rispetto al Tibet, il Ladakh offre al viaggiatore la possibilità di muoversi in totale libertà – che non è poco – e distanze decisamente più abbordabili.

Raggiungere il Ladakh è semplice. Da Delhi parte un volo quotidiano al mattino, che in poco più di un ora raggiunge il piccolo aeroporto di Leh, la capitale della regione. Chi ha più tempo a disposizione, può raggiungere il Ladakh in pullman, ma onestamente non ve lo consiglio.

Una volta raggiunta Leh, conviene fare base proprio lì. La piccola cittadina, sulle sponde del fiume Hindo, offre sistemazioni per tutte le tasche.  Leh non offre molto di suo, ma la posizione geografica è molto conveniente per eleggerà la a campo base delle vostre escursioni.

Leh  è una cittadina piuttosto tranquilla, meta di molti turisti lo-cost, che qui trovano sistemazioni economiche e pulite per fare qualche giorno di sosta, prima di raggiungere il vicino Kashmir. La vicinanza della catena montuosa dello Zanskar e del Kangri (la cima più alta è lo Stok Kangri, 6100 m.), fa di Leh anche il punto di ritrovo e partenza di molti scalatori.

A poche ore al massimo da Leh, lungo il corso del fiume Hindo, potrete raggiungere i monasteri buddisti di Hemis, Spituk, Shey e Tikse, luoghi straordinari e  testimonianze assolute del buddismo tibetano, prima dell’invasione cinese.

Affittando una jeep o usando il servizio di autobus locale, è possibile raggiungere i monasteri ed entrare in un mondo che è rimasto intatto ed uguale a se stesso per secoli.

Il Ladakh è un luogo fantastico, un paradiso per il viaggiatore e per il fotografo. Si alloggia con pochi soldi, si mangia (bene) con ancora meno e in pochi giorni si può entrare in contatto con lo straordinario universo del buddismo tibetano – è possibile, per l’equivalente di poche decine di euro, prenotare un paio d’ore di meditazione all’alba, nel silenzio di un monastero arroccato nell’Himalaya occidentale.


La stagione migliore per visitare e fotografare il Ladakh è agosto. Non volete andarci da soli? Pensate di non riuscire a cavarvela? Credete che sia più divertente farlo in gruppo? Benissimo. NOI andiamo in Ladakh quest’estate, scopri come fare per unirti al gruppo, clicca qui

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