I maestri della fotografia: Don McCullin

Shell-Shocked U.S. Marine, Tet Offensive, Hue, Vietnam, 1968 © Don McCULLIN (CONTACT PRESS IMAGES)
Forse lo scatto più famoso di Don McCullin – © Getty Images

“Fotografare le guerre significa rubare il dolore ad altre persone. È brutto per me dirlo oggi, ma è la verità. Dal momento che l’ho capito, ho pensato che volevo provare a fotografare senza togliere la dignità a qualcuno.”
Così si racconta Don McCullin, certamente il fotografo di guerra più famoso – con Robert Capa.
E le parole di McCullin trovano vita nei suoi scatti, magari crudi, magari estremi, ma mai irrispettosi.

Donald McCullin nasce in Gran Bretagna, nel 1935, a Finsbury Park, un sobborgo proletario a nord di Londra
Sul finire degli Anni Cinquanta inizia la carriera di fotoreporter, partendo appunto da ciò che meglio conosceva: le condizioni sociali dei disoccupati e dei ceti meno abbienti nell’Inghilterra post-bellica.
The Observer si accorge del talento del giovane Don e nel 1959 pubblica un suo lavoro sulle gang londinesi, ma ben presto sarà la guerra – e i conflitti in generale – a diventare il soggetto preferito di McCullin e a fargli guadagnare un posto di diritto nel pantheon dei migliori fotografi di tutto il mondo.

Uno stile didascalico, a volte crudo, ma mai irrispettoso dei soggetti ritratti o mendace, caratterizza tutti gli scatti di Don McCullin. Forse più di qualsiasi altro fotoreporter, Don McCullin mescola nei suoi scatti il suo lavoro alla vita personale, offrendo testimonianze toccanti, ma sempre oneste – qualsiasi sia il soggetto trattato – delle tragedie di questi ultimi sessant’anni, dalla guerra in Corea, al conflitto in Irlanda del Nord, agli scontri in Palestina. La morte del padre, le condizioni disagiate e le cattive compagnie con le quali divideva le giornate nella dissestata periferia londinese, hanno, a detta dello stesso fotografo, hanno lasciato un segno indelebile nel suo approccio alla fotografia.

“Quando ho cominciato, non avendo studiato, pensavo che [fotografare] sarebbe stato un buon modo per nascondermi dalle responsabilità di avere un’opinione.” – racconta McCullin – “Ma poi tutti i miei scatti hanno finito con l’avere un tocco politico (…). Perfino il panorama inglese che ritraggo dalla finestra di casa ha un valore politico: difendere dagli speculatori l’ultimo pezzo di territorio vergine che abbiamo in Inghilterra (…).”

I lavori di McCullin sono grandi opere di tecnica, composizione e cuore. Oltre naturalmente portare con sé una rilevante connotazione sociale e politica.

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Uno scatto dai vari reportage sul conflitto in Irlanda del Nord
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Cipro, 1964
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Don McCullin oggi
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