Come creare un time lapse

Quante volte ci  è capitato di rimanere a  bocca aperta guardando uno di quei filmati dove la vita scorre accelerata. In una manciata di secondi racchiudono lo scorrere di un’intera giornata, o ci mostrano un fiore che sboccia, se non addirittura il rincorrersi delle stagioni.

Che ci crediate o no, questa particolare tecnica di accelerazione del tempo – time lapse – è alla portata di tutti.

Proviamo a creare il nostro primo time lapse.

COSA CI SERVE:

  • una macchina fotografica
  • un cavalletto
  • un intervallometro
  • un programma software dedicato (… ma non lasciatevi spaventare)
  • un computer
  • tanta pazienza (!)

La tecnica alla base di un time lapse è quella di scattare una serie di fotografie con una frequenza costante (ad esempio, uno al minuto) per poi montarle come fotogrammi di un filmato, grazie ad un programmo dedicato.

Non lasciamoci intimidire! Scegliamo la nostra scena e mettiamoci al lavoro.
Tecnicamente, qualsiasi scena può venire ripresa con la tecnica del time lapsing, va da sé che è necessario che nella scena sia presente un elemento che in modo esplicito ci dia la sensazione dello scorrere del tempo, come ad esempio gente che passeggia, ma anche nuvole, o semplicemente la luce attraverso le diverse ore del giorno – anche se in questo  caso è necessario fare un bel rifornimento di pazienza extra.

COME FARE

Scegliamo la scena. Che si tratti di una piazza, di un centro commerciale o di un panorama alpino, deve essere immediatamente chiaro qual’è l’elemento chiave che scandisce il passare del tempo – gente che passeggia, le nuvole sopra la montagna, la luce che illumina un monumento durante il giorno, il fiore che buca la neve…

Montiamo la macchina sul cavalletto e colleghiamo l’intervallometro.
L’intervallometro – a dispetto del nome astruso – è un dispositivo piuttosto semplice da utilizzare che ci permette di impostare l’intervallo di tempo tra ogni scatto e il numero di scatti totale. Il mio consiglio è di acquistare un modello prodotto da terze parti, costa molto meno dei Canon e Nikon e fa esattamente le stesse cose. Il mercato offre modelli per tutte le tasche, a partire da poco meno di 20 euro, fino a superare i 150… con filo, senza filo, wi-fi, radiocomandati, blah, blah, blah…
Personalmente ho scelto un modello a filo, alimentato da una coppia di banalissime pile AAA e fa il suo sporco lavoro.
Per tutti coloro che non riescono a resistere al richiamo del digitale (e della complicazione), esistono app per iPhone e Android che sostituiscono gli intervallombtri tradizionali. Naturalmente queste app offrono tutto e di più – HDR time lapse, time lapse con time warp, distance lapse, blah, blah, blah…
Agli stessi voglio però ricordare che per creare un time lapse, diciamo,  di una ventina di secondi, potrebbero volerci centinaia di scatti, distribuiti in un periodo di tempo decisamente lungo… come la mettiamo con le batterie dello smartphone!?!?!?

Componiamo l’inquadratura con estrema cura ed attenzione. La composizione gioca un ruolo fondamentale nel creare time lapse accattivante.
Impostiamo ISO, tempo e diaframma.

Impostiamo intervallo di tempo e numero di scatti sull’intervallometro e pigiamo il tasto  play e, mentre il tempo farà il suo lavoro,  dedichiamoci a qualcos’altro (!).

Una volta terminato, dobbiamo dare in pasto la nostra serie di scatti ad un programma che li monterà in sequenza, trasformandoli nei fotogrammi di un filmato.
Quale software scegliere?
Anche qui il mercato, ma soprattutto internet, offre molteplici soluzioni, che vanno dal freeware, ai pacchetti professionali (ad esempio Adobe Premiere).
A meno che non intendiate diventare dei professionisti del time lapse, vi consiglio di scegliere una delle tante applicazioni freeware o shareware che si trovano sul web. Per quanto possa interessarvi, io uso Sequence,
Il workflow è molto semplice ed è comune a tutte i pacchetti per creare time lapse: create una lista di scatti in ingresso e il software genera il filmato, di solito in MP4 o MOV.
Le applicazioni più sofisticate vi permettono di intervenire modificando alcuni parametri quali il bilanciamento del bianco, o offrono algoritmi anti-sfarfallio, o formati finali diversi. A voi la scelta.

CONSIGLI SPARSI…

  • Disattivate l’autofocus, gli ISO automatici e i sistemi di riduzione delle vibrazioni
  • Impostate la macchina in manuale (!)
  • Usate una card nuova o assicuratevi che ci sia tutto lo spazio necessario per memorizzare il numero di scatti che vi siete prefissi
  • Se non utilizzate una card nuova, almeno aprite una nuova cartella
  • Assicuratevi che le batterie della macchina e dell’intervallometro siano cariche
  • Se avete deciso di pilotare la macchina attraverso l’app di uno smartphone, utilizzate un power bank
  • Disattivate lo schermo della macchina: è uno spreco inutile di batterie

QUANTI SCATTI FARE?
Il numero di scatti determina la lunghezza finale del nostro time lapse.
Se consideriamo che il frame rate standard di un filmato – il numero di fotogrammi per secondo (fps) – è di 24, il conto è semplice.
Ad esempio, per creare un time lapse di 10 secondi serviranno 240 scatti.
In fase di montaggio, alcuni software ci permettono di scegliere un frame rate diverso, ad esempio, nel time lapse in apertura, trattandosi di nuvole, ho scelto di impostare il frame rate a 9 fps, anziché 24, in questo modo si ottiene un filmato più lungo, ma l’accelerazione del tempo percepita è minore – ma in questo caso avendo a che fare con nuvole e ombre, transizioni più lente hanno prodotto un risultato finale più fluido.

CHE INTERVALLO SCEGLIERE?
Questo è meno semplice da determinare.
Dipende dalla rapidità con la quali l’elemento chiave si muove all’interno della scena.
Per un time lapse di gente che cammina, possiamo scegliere un intervallo tra i 2 e i 10 secondi, per le nuvole che si rincorrono nel cielo, dovremo salire ad almeno 60 secondi, per la luce del giorno attraverso le ore, sarebbe perfettamente inutile impiegare intervalli al di sotto dei 6 minuti (!). Con un po’ di pratica impareremo a capire qual è l’intervallo giusto per ogni scena.

DOVE SCATTARE?
La risposta a questa domanda la lascio a voi.


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