Fotografare meglio: usiamo il colore

Il colore viene troppo spesso trascurato, se non, addirittura, dato per scontato.

Ahimè è una cosa che accade molto più frequentemente di quello che si possa essere portati a pensare, soprattutto tra, chi di noi, non ha ancora acquisito una certa esperienza e, i risultati, di un impiego, diciamo così sbadato, di solito sono poco incisivi.

Spesso, addirittura, il colore neppure viene considerato un elemento della nostra inquadratura, figuriamoci poi pensare di utilizzarlo per rendere lo scatto meno banale, più degno di nota.

monaco addormentato - ladakh
© Walter Meregalli – Monaco addormentato nel monastero di Tiksey, Ladakh (India). La forza di questo scatto sta nell’uso di un palette colori molto ridotta. Tutta l’inquadratura è retta quasi da un solo colore – il rosso – nelle sue variazioni di saturazione e intensità.

Il colore e’ un elemento fondamentale

Purtroppo molti di noi non prestano abbastanza attenzione al colore – inteso come elemento fondamentale di uno scatto. Lo diamo per scontato, siamo abituati ad essere circondati da un mondo a colori, tanto da non soffermarci quanto serva per riuscire a capirne le incredibili potenzialità espressive.

Intanto, il colore (o la sua assenza) determina moltissimo la comunicazione a livello inconscio espressa dalle nostre fotografia.  Pensiamo ad esempio come il rosso ci trasmetta potenza, dinamismo e l’azzurro, invece, calma.

Sebbene ci si muova in una sfera decisamente personale, la comunicazione cromatica è molto influenzata da una serie di convenzioni, più o meno esplicite, legate alla nostra cultura, e dunque è ben lungi dal potersi ritenere universale. Pensiamo soltanto a come bianco e nero – e sto parlando di due colori agli antipodi – possano entrambi venire associati al lutto. Quello che per la nostra cultura è espresso dal nero, nelle culture orientali e mediorientali è invece comunicato attraverso il suo opposto, bianco appunto.

Quanti di noi sono davvero consci che il colore rappresenti un elemento fondamentale nelle nostre fotografie e quanti noi sanno gestire il linguaggio implicito del colore? Quanti di noi prestano abbastanza attenzione alla palette che compare nell’inquadratura e a come massimizzare – o minimizzare, se necessario – certe sensazione, semplicemente scegliendo l’appropriata combinazione cromatica?

Se siete tra coloro che hanno alzato la mano o annuito… ci rivediamo col prossimo post, tutti gli altri possono invece proseguire nella lettura.

La teoria di base del colore

Saltiamo a piè pari la spiegazione scientifica su cosa sia effettivamente il colore, vi voglio risparmiare il mal di testa, ma coloro che volessero partire dalle vere basi della teoria della percezione del colore, possono cliccare qui  .
Noi possiamo partire da qualcosa di più semplice – almeno mi auguro.

Ecco quella che comunemente viene chiamata ruota dei colori, partiremo da qui,

ruota dei colori
© colore it – Questa è quella che comunemente viene chiamata RUOTA DEL COLORE

Tre colori, all’interno della ruota, vengono considerati colori primari e sono:

  • BLU
  • GIALLO
  • ROSSO

Combinando questi colori tra di loro si ottengono quelli che vengono definiti colori secondari:

  • VERDE – combinando giallo e blu
  • VIOLA – combinando blu e rosso
  • ARANCIONE – combinando rosso e giallo

Le tonalità che si trovano tra un colore primario ed uno secondario, muovendoci lungo la ruota, vengono chiamati colori terziari.

È convenzione indicare con colore la tonalità pura (satura), che troviamo sul quarto cerchio, partendo a contare dal centro.

Aggiungendo del bianco alla tonalità pura, ci muoviamo verso il centro, fino a raggiungere quello che viene indicato come bianco puro.

Mentre, se aggiungiamo del nero, ci spostiamo su tonalità che stanno sui cerchi più esterni, fino a raggiunger il nero pieno.

Questo è quanto mi sento di sviscerare come conoscenze di base – chi fosse interessato ad approfondire può leggere il saggio “La teoria del colore” di Johann Wolfgang Goethe o “L’arte del colore” di Johannes Itten.

Passiamo a cercare di capire come migliorare il nostro approccio fotografico, imparando a combinare le tonalità cromatiche tra di loro.

Armonie

Si chiamano armonie del colore quelle combinazioni di tonalità che risultano piacevoli all’occhio e che, imparando a riconoscerle e a gestirle, ci aiutano a trasmettere pace, equilibrio o solidità.

Armonie monocromatiche
Le armonie monocromatiche sono il risultato della combinazione di tinte più o meno sature dello stesso colore.

Scegliendo una tonalità, muoviamoci verso il centro della ruota o verso l’esterno.

umbria - alba
© Walter Meregalli – L’Umbria all’alba. Ecco un esempio di armonia monocromatica. La palette dei colori si sposta verso il centro e verso l’esterno della ruota, in corrispondenza di un singolo colore principale: l’arancione

Armonie analoghe
Le armonie analoghe, invece, combinano colori adiacenti sulla ruota, anche in diverse saturazioni.

Tuscia Mon Amour
© Walter Meregalli – La casina in Tuscia. In questo scatto l’armonia è analoga in quanto ritroviamo verdi, verdi/gialli, gialli, gialli/arancioni, arancioni e gialli/arancioni,

Colori complementari

Si dice che “un colore è complementare ad un altro” quando le due tinte si trovano opposte sulla ruota dei colori – ad esempio, rosso e verde, oppure viola e giallo.

Combinando due colori complementari si ottiene un risultato carico di dinamismo e addirittura tensione o dramma, soprattutto se utilizziamo le tinte al massimo della saturazione – cioè pure.

everest - tibet
© Walter Meregalli – L’Everest dal 3° campo avanzato. Il giallo/arancione della cima e il blu delle nubi creano una coppia di colori complementari che ha la capacità di aggiungere tensione e dramma allo scatto.

Colore dominante

Gli anglofoni lo chiamano key colour ed è la tinta che predomina nello scatto.
L’impiego di un colore dominante genera, solitamente, scatti interessanti.

La scelta del tonalità dominante determina il mood  dell’immagine, cioè la sensazione principale che intendiamo trasmettere.

Se scegliamo colori primari come dominanti, l’emozione che trasmetteremo sarà molto potente e vigorosa, mentre la sua intensità si diluirà via via che utilizziamo tonalità meno sature o più scure.

Attenzione! In uno scatto dove scegliamo di affidarci a un colore dominante, dobbiamo avere bene in mente il significato che comunemente viene associato a quel colore dalla nostra cultura – o da quella del nostro pubblico, se diversa.

Caldo contro freddo

Consideriamo caldi:

  • Giallo
  • Giallo/arancione
  • Arancione
  • Rosso/arancione
  • Rosso
  • Rosso/viola

Mentre consideriamo freddi questi altri.

  • Viola
  • Blu/viola
  • Blu
  • Blu/verde
  • Verde
  • Giallo/verde

I colori caldi hanno l’effetto di attirarci dentro lo scatto, in qualche modo di stabilire una relazione intima. Mentre quelli freddi tendono a mettere distanza.

… e la morale qual e’?

L’elemento cromatico è fondamentale e non va dato per scontato.

Per cui la morale è: usiamo la testa, pensiamo, chiediamoci se il nostro intento può venire supportato meglio da un’armonia o cercando coppie di colori complementari tra loro o se c’è modo di selezionare una palette ristretta e se ci possa tornare utile.
Provare per credere.

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