Fotografare l’aurora boreale – 2

Come promesso, ecco il secondo post di questa breve serie dedicata all’aurora boreale.

Nel caso foste interessati a leggere quanto scritto prima sull’argomento, CLICCATE QUI.

In questa seconda puntata, mi occuperò di aspetti più legati alla tecnica e all’attrezzatura, per cui, bando alle ciance.

Cosa portarsi per fotografare l’aurora

1. Fotocamera

Ci serve una macchina fotografica in grado di scattare in manuale e che risponda bene anche con una sensibilità impostata sui 3200 ISO. Meglio ancora se il modello che ci porteremo dietro ha il corpo tropicalizzato e sigillato.

2. Un grandangolo

La scelta migliore, per rendere lo spettacolo dell’aurora boreale, è quella di affidarsi ad una lente capace di coprire un ampio angolo di ripresa, che comprenda sia il cielo, sia qualche elemento significativo in primo piano. La scelta cade quindi su un grandangolo con una lunghezza focale compresa tra i 12 e i 24 mm (FX) e con un’apertura di diaframma generosa – il massimo sarebbe poter disporre di f/1.8 o f/2.8

3. Un cavalletto

Compagno di spedizione indispensabile. Robusto e capace di affrontare neve e ghiaccio, possibilmente leggero e meglio se in fibra di carbonio. Nel caso ci portassimo un cavalletto in metallo, evitiamo di toccarlo a mani nude.

4. Batterie extra

Il freddo ha la capacità di far scaricare molto rapidamente le batterie. Meglio portarsene qualcuna in più, che terremo carica e al caldo.

5. Memory Cards

Ne bastano un paio capienti, ma, se pensiamo di fare qualche time-lapse, è meglio portarcene qualcuna in più.

6. Scatto remoto o intervallometro
Meglio affidarsi ad uno scatto remoto, una volta che abbiamo sistemato la fotocamera sul cavalletto. Eviteremo delle foto mosse. Meglio se un intervallometro, in questo modo, con un solo accessorio, riusciremo anche a scattare un time-lapse.
9. Torcia o lampada frontale

Muoversi e scattare di notte non è certo una cosa semplice, meglio avere a portata di mano una piccola torcia, meglio ancora se trovassimo un modello dotato di luce rossa o filtro rosso, in modo da non rovinare la vista notturna ad altri fotografi. Il mio suggerimento, se si scatta in gruppo, è di farne il minor uso possibile.

 

Quali parametri impostare

Non dobbiamo dimenticarci che si tratta pur sempre di fotografia notturna e quindi vale il dictat generico di questo genere di fotografia: bisogna catturare maggior luce possibile.
Dobbiamo tenere conto della luminosità della luna, nel caso sia presente, e di come le superfici attorno a noi riflettano le luci e i colori dell’aurora. Soprattutto non dobbiamo dimenticare che vogliamo catturare un pattern preciso e non un cielo sporco e fuori fuoco.
  1. MODALITÀ – Impostiamo la macchina sempre in modalità manuale (M), in modo da poter intervenire separatamente su tutti i parametri.
  2. Montiamo la macchina su di un cavalletto, possibilmente robusto, anche perché spesso potremmo essere esposti al vento.
  3. FOCALE – Scegliamo una lunghezza focale compresa tra i 12 e 28 mm (in full format). Naturalmente questo è soltanto un consiglio, infatti nulla vieta che si scelga un obiettivo più spinto, in questo caso è necessario dedicare qualche cura maggiore alla composizione.
  4. MESSA A FUOCO – Impostiamo la messa a fuoco manuale. Di notte l’autofocus fatica moltissimo a fare il suo lavoro, anche se mettere a fuoco manualmente, nelle condizioni nelle quali ci troveremo non sarà certo una passeggiata.
  5. DIAFRAMMA – Per catturare maggior luce possibile è necessario impostare un diaframma molto aperto, l’ideale sarebbe tra f/1.8 e f/2.8, che possono salire fino a f/4 o f/5.6, nel caso l’aurora boreale fosse particolarmente accentuata.
    Se non disponiamo di un obiettivo capace di diaframmi così aperti, impostiamo comunque il massimo che abbiamo a disposizione (!).
  6. SENSIBILITÀ – L’impostazione della sensibilità dipende dall’intensità dell’aurora e dalle specifiche tecniche della nostra macchina. Non esiste un valore di riferimenti.
    Si tratta infatti di un procedimento che va per tentativi. Cominciamo con 640 ISO, controlliamo il risultato e regoliamoci di conseguenza. Mediamente, con un’aurora piuttosto visibile, il parametro corretto sta tra i 400 e 800 ISO, mentre per manifestazioni più tenui è necessario salire anche fino a 3200 ISO, se non oltre.

    Naturalmente, alzando gli ISO, anche il rumore aumenta, per ciò, se può essere sensato attivare le funzioni di riduzione del rumore con poca luce e quelle di riduzione del rumore nelle lunghe esposizioni – attenzione che però queste funzioni allungano i tempi di generazione delle immagini, che può influire e non poco sul ritardo minimo tra due scatti, nel caso di un time-lapse.
  7.  TEMPO DI POSA –  Chiaramente la scelta del tempo di posa è legata al diaframma e agli ISO impostati.
    Generalmente il tempo va tra i 5 e i 30 secondi, a seconda anche della velocità con la quale le luci si muovono nel cielo.
  8. FORMATO RAW – RAW è di sicuro la scelta migliore, non solo catturerà al meglio la scena, ma ci lascerà liberi dal doverci preoccupare di molte scelte, come ad esempio il bilanciamento del bianco, sul quale potremo intervenire successivamente in fase di sviluppo digitale.
  9. BILANCIAMENTO DEL BIANCO – Nel caso ci si voglia cimentare nel bilanciamento del bianco, la soluzione che meglio evita le dominanti gialle è luce diurna  o un bilanciamento tra i 4000 e i 5500° K.
  10. MODALITÀ D’ESPOSIZIONE –  La scelta migliore è quella che legge l’esposizione su tutta l’inquadrature (Matrix o 3D a seconda della marca)
  11. SENZA TREMORI – Evitiamo il mosso utilizzando un controllo remoto, o nel caso, impostando l’autoscatto, meglio ancora impostare la modalità Mirror Lockup, se possediamo un modello che lo preveda.

Aurora boreale: cosa fare sul campo

Una volta impostato diaframma, ISO, tempo di posa e messa a fuoco è tempo di iniziare con i test.
Iniziamo con un’esposizione di 10″ e verifichiamo nel display il risultato.
Se il risultato è soddisfacente, possiamo utilizzare i parametri dello scatto .e dedicarci ad una composizione più accurata o definita.
Se l’aurora risulta sporca o troppo chiara, dobbiamo scendere con l’esposizione a 5″ . Se invece l’aurora non è molto visibile, saliamo a 15″ e successivamente a 20″.
Una volta trovato il giusto compromesso tra i parametri tecnici, dedichiamoci alla composizione dell’inquadratura.
Ecco alcuni consigli per comporre un’inquadratura suggestiva.
  • Includiamo molte stelle
  • Cerchiamo la Via Lattea e, nel caso fosse disponibile, inquadriamola con l’aurora.
  • Nel caso scattassimo in una notte con un picco di pioggia di meteoriti, cerchiamo di inquadrare le scie che gli asteroidi lasciano nel cielo
  • La luce della luna può ridurre l’intensità dell’aurora boreale, ma se l’intensità del fenomeno lo consente, cerchiamo di include anche il disco lunare
  • Usiamo una luce artificiale per illuminare qualche dettaglio in primo piano, come ad esempio una barca o una casa.
  • Cerchiamo sempre di comporre in modo semplice, quasi minimalista, per dare maggior risalto all’aurora
  • Inquadriamo qualche elemento in primo piano, ad esempio una barca o una casa o un iceberg o un laghetto ghiacciato.
  • Utilizziamo elementi sullo sfondo, come ad esempio una catena montuosa, per incoronare l’aurora.
  • Se siamo nei pressi di un laghetto ghiacciato o stiamo scattando sul mare, includiamo i riflessi dell’aurora.
  • Nel caso l’aurora fosse proprio sopra la nostra testa, privilegiamo la scelta di una focale corta che ci permetta di inserire comunque qualche elemento sul terreno
  • Se intendiamo includere una figura umana nell’inquadratura, illuminiamola per qualche secondo con una torcia o con un colpo di flash, raccomandiamoci però che rimanga il più immobile possibile per tutta la durata dell’esposizione o otterremo immagini fantasma.
  • Se l’aurora dura abbastanza, avventuriamoci in time-lapse.

Ancora due posti disponibili per venire con noi in Norvegia dal 30 gennaio al 3 febbraio a fotografare l’aurora boreale. CLICCA QUI per saperne di più


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