Photo tour possibili: il festival di Holi

Holi, se c’è una festività indiana che tutto il mondo conosce, quella di sicuro è Holi.

Tutti noi, forse almeno una volta, abbiamo avuto modo di vedere qualche foto relativa alle celebrazioni del festival di Holi, alzi la mano chi non ne è rimasto colpito ed immediatamente si è detto “prima o poi ci devo andare a fotografare quel casino lì!”.

I colori, la folla per strada, i volti in estasi.
La prima volta che vidi una fotografia di Holi feci fatica a credere ai miei occhi, ma, siccome erano ancora i giorni dell’analogico e mi stavano mostrando una manciata di diapositive, non potei che ricredermi: era tutto vero!

Si scrive Holi, si legge colore

Holi è potente, è colore, colore ovunque.
Sui volti, sugli abiti, nei capelli della gente,  sui muri. Ovunque.
Holi è incredibile.

Nulla che conosciamo è vagamente paragonabile al caos gioioso e colorato che si scatena durante i festeggiamenti di Holi in India.

holi
© Steve McCurry – Holi, il festival dei colori

Da dove nasce la festa dei colori

Lathmar Holi  o più semplicemente Holi deriva da un’antichissima leggenda del periodo veda dove si narra di Hiranyakashipu, un re al quale le divinità predissero che non sarebbe morto né di giorno né di notte, né per uomo né per animale, né dentro né fuori casa, né in terra né in cielo.

Ascoltata la profezia, re Hiranyakashipu si dichiarò immortale ed obbligò il suo popolo ad adorarlo come un dio, ma col passare del tempo il re assunse sempre più gli atteggiamenti del tiranno

La leggenda vuole che il solo che decise di ribellarsi alle angherie di Hiranyakashipu , fu il suo giovanissimo figlio Prahlad, devoto di Vishnu.

Hiranyakashipu cercò di eliminare il piccolo in tutti i modi.

La sorella Holika, che aveva il potere di sopravvivere al fuoco, gli suggerì di costruire una pira, sulla quale sarebbe salita, tenendo tra le braccia il piccolo Prahlad. Il tiranno non avrebbe dovuto far altro che incendiare le cataste.

Ma né la perfida Holika né il re sembrarono essere a conoscenza di un dettaglio fondamentale per la riuscita del loro macabro piano: Holika era in grado di vincere il fuoco soltanto se lo avesse affrontato da sola. Fu così che Holika morì arsa, mentre il dio Vishnu intervenne personalmente per salvare  il piccolo Prahlad.

A quel punto, disperato, Hiranyakashipu cercò di uccidere lui stesso il bambino.

Ancora una volta Vishnu intervenne e lo fece incarnando uno dei suoi numerosi avatar, il semi-dio Narshima, metà uomo e metà leone.

Narshima salvò il bimbo e uccise il tiranno, aggirando la profezia.

Lo uccise al tramonto (né di giorno né di notte), sull’uscio di casa (né dentro né fuori casa), tenendolo sospeso sulle sue ginocchia (né in cielo né in terra) e grazie al fatto che la sua natura fosse metà uomo e metà leone  (né per uomo né per animale).

Come in molte altre leggende risalenti al periodo vedico, anche nella leggenda del Lathmar Holi, la violenza è una componente piuttosto presente, ma ancora una volta il bene sconfigge il male.

Dal giorno in cui Narshima salvò la vita del piccolo Prahlad, la gente celebra la vittoria del bene sul male con il rito di Holi.

Holi: due giorni di gioiosa e colorata follia

Il bene che trionfa sul male, ma anche la bella stagione che finalmente caccia l’inverno.

Cosa succede nei due giorni della festività di Holi?

Il primo giorno (che quest’anno cade il 20 di marzo) la gente costruisce pire sulle quali bruciare tutto ciò che ritiene superfluo e che ha avuto modo di accatastare  nei quaranta giorni che precedono la festività.

Su quasi tutte le pire viene posta l’effige di Holika con in braccio Prahlad

Il giorno seguente, per celebrare il miracolo di Prahlad, i devoti scendono in strada e danno vita ad un gioioso lancio di polveri colorate e di acqua – questo è di sicuro l’aspetto dell’Holi Festival che tutto il mondo conosce.

Il colore simboleggia il bene e la bella stagione che sconfiggono il male e l’inverno.

Per un fotografo, Holi rappresenta un’occasione unica.

Per due giorni l’intero Paese perde letteralmente il controllo in un’esplosione di colori e gioia incontenibile, capace di far dimenticare tutto ciò che appartiene al quotidiano.

Colori, canti, balli, gente per strada, felice, in estasi, qualche volta ubriaca, in uno spettacolo unico, come soltanto l’India sa offrire.

Per un fotografo l’Holi Festival è una di quelle occasioni da appuntarsi sul calendario, da mettere nell’elenco delle cento cose da vedere almeno una volta nella vita, perché Holi non assomiglia a nulla, se non a se stesso.

Quando andare

La festività non rispetta una data fissa, viene celebrata in concomitanza con l’ultima luna piena del mese di marzo – è bene dunque controllare con un certo anticipo le date, in modo da organizzarsi per tempo e non rischiare di perderselo.

Giovane indiana - Holi
Il volto di una giovane indiana, completamente coperto dai colori di Holi.
Incredible India!

Dove andare per assistere ad Holi

La scelta è ampia, come del resto lo è l’India.

Nonostante la tradizione di Holi sia ormai comune a tutto il subcontinente, a seconda di dove si scelga di andare, le celebrazioni possono assumere aspetti diversi, ma in ogni caso, qualunque sia la scelta della destinazione finale, non resterete delusi.

Barsana e Vrindavan sono le due mete più ambite. La leggenda vuole che Holi sia nata proprio in una delle due città – o in tutte due, come spesso accade in India (!).

Sia l’una sia l’altra sono due piccole città nella provincia dell’Uttar Pradesh, qualche centinaio di chilometri a sud ovest di Delhi, tra Agra e Mathura.

Voglio essere onesto, assistere alla festività di Holi a Barsana o a Vrindavan può celare qualche aspetto piuttosto rischioso, soprattutto per il numero di persone che durante i festeggiamenti si riversa nelle strade delle due cittadine, creando i presupposti per situazioni pericolose.
Non dimentichiamoci che si tratta di India, dove a certe manifestazioni religiose possono prendervi parte anche svariate centinaia di migliaia di fedeli, dove le strutture sono piuttosto approssimative e dove sicurezza ed organizzazione sono, quando va bene, piuttosto abbozzate.

Noi stranieri non siamo minimamente consapevoli del numero di persone che possono riversarsi per le strade e, nonostante gli intenti assolutamente pacifici e gioiosi, può capitare di andare incontro a situazioni potenzialmente molto pericolose.

Per cui credo sia fondamentale, soprattutto se si ha poca esperienza di India, di scegliere con cura il luogo dove assistere alle celebrazioni di Holi, privilegiando magari situazioni più esclusive, come ad esempio un tempio o un haveli, alle stradine della zona vecchia di una qualsiasi città indiana.

Io, ad esempio, per il mio photo tour di Holi, ho scelto lo Shahpura Haveli a Jaipur, dove sarà possibile assistere anche ad alcuni aspetti più tradizionali, quali danze e riti religiosi, che le celebrazioni da strada hanno completamente cancellato.

Da sapere sull’Holi Festival

I colori e la macchina fotografica
Le polveri colorate tradizionali sono del tutto innocue. Il rosa, l’arancio e il giallo sono ricavati da fiori essiccati. Purtroppo però, gli altri colori (il verde, il blu, il rosso, il nero e l’argento) non sono sempre del tutto naturali e qualche volta possono causare fastidiose dermatiti o irritazioni.

Il mio consiglio è quello di vestirsi con un kurta comprato all’occorrenza, che poi butteremo il giorno dopo e di coprirsi anche la testa con una sciarpa o con un turbante.

Per quanto riguarda la nostra amatissima – e costosissima – attrezzatura fotografica, consiglio di montare, senza se e senza ma, un filtro UV o skylight, in modo da proteggere la lente dell’obiettivo e di munirsi anche di una di quelle protezioni per la pioggia, da usare all’evenienza, nel caso la battaglia si facesse particolarmente cruenta.

Non è necessario comprarsi un costoso modello Manfrotto, ma presentarsi nudi a Holi può riservare qualche spiacevole sorpresa. Neewer, ad esempio, offre un’ottima soluzione, ad un un prezzo decisamente abbordabile – clicca qui – e poi, è un accessorio che ci resterà e che ci potrà tornare utile in un futuro… piovoso.

Rain cover Neewer
Protezione pensata per la pioggia, ma utilissima per assistere alle celebrazioni di Holi

Attenzione al bangh lassi!
Il bangh lassi è la bevanda tipica di Holi. Attenzione! Non si tratta di un normale lassi.

Durante il festival di Holi, agli ingredienti di questa particolare bevanda – yogurt, burro chiarificato, spezie varie e, a volte, banana o mango – viene aggiunta della cannabis pestata, che la rende moderatamente psicotropa.

Solitamente, il bangh lassi, viene servito in piccoli bicchieri, che la gente bere in un fiato. L’effetto della cannabis è piuttosto blando, ma è bene sapere quello che si sta bevendo e soprattutto è bene sapere che se un bangh lassi o due probabilmente non ci daranno conseguenze, una decina di shottini potrebbe crearci qualche problema, sommate l’effetto del bangh lassi alla confusione e alla folla… ecco, credo di essermi spiegato.

Inoltre, è bene sapere anche che, in alcune località, come ad esempio Varanasi e Lucknow, nel bangh lassi, oltre alla cannabis, viene aggiunta anche una certa quantità di alcol.

A completare il quadretto, mi sento di dovervi mettere in guardia anche sul fatto che molti indiani, che non toccano un goccio d’alcol durante tutto l’anno,  in occasione di Holi, cominciano  ininterrottamente a bere bangh lassi dalla sera prima…

Poi non ditemi che non ve l’avevo detto!

Catturare Holi al meglio

Qualcuno di noi di sicuro non riuscirà a resistere e si tufferà nel mezzo della bagarre, lasciandosi trasportare dalla piena inarrestabile della folla per strada.
Di sicuro è un buon metodo per vivere a pieno le celebrazioni e lo spirito della festa, ma non lo consiglio a nessun fotografo che voglia invece riuscire a documentare Holi al meglio

Per fare questo, vi consiglio di trovare un punto più elevato rispetto alla strada o alla piazza dal quale scattare (un balcone, un porticato, una scalinata), in modo da riuscire a cogliere la festa senza venire travolti.

Molti penseranno che la soluzione ideale, invece, sia quella di scendere per strada e di mischiarsi con la folla festante, quella di lasciarsi travolgere dal fiume di gente.

Personalmente non sono d’accordo e credo che chi è di questo avviso, molto probabilmente, ha poca esperienza per quello che concerne i festival religiosi indiani, che nascondo a volte aspetti incontrollabili e potenzialmente molto pericolosi.

Gettarsi nel fiume in piena della gente per strada rischia di pregiudicare qualsiasi possibilità di fotografare con una certa qualità la festività.

Molto meglio cercare un punto più elevato dal quale assistere, che sia comunque vicino alla folla, ma non dentro la folla.

Quali obiettivi usare per la festa dei colori?

Portatevi tutto quello che avete a disposizione, ma ricordatevi sempre di tenere la vostra attrezzatura il più lontano possibile dalle polveri colorate e di cambiare gli obiettivi soltanto in situazioni sicure, al riparo dalle secchiate d’acqua e dai lanci delle polveri.

Holi regala materiale fotografico per tutti i gusti e per tutti i tagli, dal campo largo di un 24mm, al dettaglio dei volti colorati in estasi, prede predilette di un 200mm, ma, tra i due estremi, c’è comunque spazio anche per un più canonico 50mm.

Nel caso ne possedeste uno, portatevi anche un fisheye, un piccolo 8mm vi regalerà inquadrature decisamente singolari.

Per cui, portatevi tutto quello che avete, ma usate il doppio delle cura e dell’attenzione che impiegate solitamente nel maneggiare la vostra attrezzatura.

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Holi - Photo Tour
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Vieni a fotografare l’Holi Festival con noi a Jaipur, nella cornice unica dello Shahpuri Haveli.
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