La macchina fotografica conta poco

Smettiamola di raccontarci una bugia: LA MACCHINA FOTOGRAFICA CONTA DAVVERO POCO nel successo dei nostri scatti fotografici.

Non facciamoci portar via dalle sirene del marketing, il cui obiettivo, per quanto comprensibile, è quello di trasformare la nostra vita in un giro a tappe, da un modello di macchina fotografica a quello successivo.

I signori del marketing fanno il loro mestiere: cercano di vendere i loro prodotti e lo fanno con voci suadenti, autorevoli, insistenti. Noi dovremmo però imparare ad ascoltare altre voci, quelle che vengono da dentro.

Quante volte ho ascoltato ripetere la sciocchezza che “con quella macchina lì…”. Beh, lasciatemi dire che è soltanto una scusa, dietro la quale nascondere la propria pigrizia, le proprie lacune tecniche e un talento in letargo.

La macchina fotografica è soltanto il mezzo

Insistere nel ridurre un buono scatto alla qualità di una macchina fotografica è quanto meno superficiale, sarebbe un po’ come affermare che la genialità di Caravaggio fosse nei pennelli o che la forza narrativa di Pasolini nella macchina per scrivere.

La macchina fotografica è il mezzo. Noi siamo la fotografia.

I nostri scatti nascono molto prima di qualsiasi macchina fotografica che teniamo tra le mani, al netto di qualsiasi accrocchio tecnologico più o meno sofisticato, più o meno costoso.

Le nostre fotografie nascono nel più prezioso dispositivo mai visto in commercio: la nostra testa!

Vedere negli attributi tecnologici della macchina fotografica la soluzione per ottenere scatti validi è un validissimo modo per non crescere, un’ottima scusa per restare mediocri – del resto ci sarà sempre un modello migliore di quello che abbiamo al collo.

La macchina fotografica viene dopo

Proprio così, la macchina fotografica viene dopo, dopo la nostra capacità di vedere.

Un fotografo statunitense, William Smith, sintentizza in un modo squisito il mio modo di pensare: “a cosa serve una grande profondità di campo, se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?”.

Proprio così. È sul sentimento che dobbiamo lavorare prima di tutto, sull’intento, sulla nostra visione e su quello che vogliamo raccontare, prima ancora di impostare anche un solo parametro della nostra amatissima e mitizzata macchina fotografica,

La macchina fotografica ha un ruolo importante

Importante, ma non principale. Se impareremo a vederla così, il nostro margine di miglioramento aumenterà e finalmente ci affrancheremo dal falso mito che è la macchina fotografica  a fare le foto.

@ Walter Meregalli – Nubra Valley – Ecco un tipico esempio dove l’attrezzatura fa la differenza

Non vorrei essere frainteso, non sto dicendo che la qualità di una fotocamera non influisca sul risultato finale di uno scatto. Al contrario.
Sto cercando di dire che l’influenza della tecnologia si fa decisiva soltanto sopra una certa soglia, ad esempio, in condizioni di scarsissima illuminazione,  la qualità delle ottiche e del sensore diventano preziosi alleati, così come nel caso di lunghe esposizioni o di un genere di fotografia estrema, esposta ad intemperie o simili.

Credo che la chiave di lettura sia proprio tutta in queste due parole: prezioso alleato.
Dobbiamo imparare a considerare la nostra macchina fotografica un prezioso alleato, attraverso la quale dare corpo alla nostra capacità e al nostro talento e non il solo responsabile.

© Walter Meregalli – Carovana speculare. Probabilmente il display reclinabile mi ha aiutato nella composizione, ma resta il fatto che lo scatto era già “formato” nella mia testa, prima ancora di accucciarmi a terra ed appoggiare la macchina, puntando attraverso il display

A quanto mi risulta non è ancora stata inventata una macchina fotografica in grado di vedere le scene per noi e inventarsi le storie da raccontare, fino ad allora, toccherà a noi continuare a farlo.

Ognuno di noi dovrebbe trovare il giusto equilibrio tra attrezzatura e voce interna.
Compriamoci il modello che fa le cose che ci servono e assicuriamoci che le faccia bene, dopodiché smettiamo di inseguire il falso mito dell’attrezzatura e comincia ad usare la nostra testa.

 

 

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7 thoughts on “La macchina fotografica conta poco

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  1. Non sono un fotografo e non ho mai fatto niente per diventarlo, ma quando sono in giro mi piace scattare centiania di foto dei posti che visito.
    Non scatto mai a casaccio, ma scelgo angoli o paesaggi che in qualche modo mi regalano emozioni.
    Mi viene da sorridere quando, mostrando gli scatti migliori ad amici e conoscenti, mi chiedono che macchina ho, come se tutto il merito fosse dovuto a lei.
    Sorrido perchè ho una semiautomatica non reflex, pagata 250€ circa 20 anni fa e che ora inizia a dare qualche cenno di vecchiaia,pur svolgendo ancora discretamente la sua funzione.
    Come dici giustamente tu, è inutile avere macchine da migliaia di euro se poi le tue foto sono invisibili e prive di anima.

  2. Premetto che sono una semplice appassionata e che ho cominciato a scattare con una vecchia entrylevel che ho amato oltre ogni modo, purtroppo però le cose belle sono destinate a finire e si è rotta, mi sono ritrovata a dover scegliere un nuovo modello, ammetto di aver avuto non poche difficoltà, non sapevo quanto sarebbe stato il caso di salire come qualità, alla fine ho optato per una reflex recente di una categoria superiore ma sempre da amatore, non posso nascondere che i miei scatti sono improvvisamente migliorati… mi sono resa conto che i limite delle mie foto non ero io, o per lo meno non solo, attualmente mi sono resa conto che anche l’attuale macchina mi limita, adorando fotografare animali domestici mi accorgo che avrei bisogno di una reflex che reggesse meglio gli iso , perchè gli animali non stanno fermi in posa come le persone. Quindi sebbene l’occhio deve averlo il fotografo l’attrezzatura può essere un limite o un grosso aiuto.

  3. Verissimo la macchina fotografica di maggior valore è nella nostra testa, nei nostri occhi e a volte nel nostro cuore che ci permettono di vedere e comporre la fotografia ancora prima di scattare. Poi arriva la tecnologia che certamente aiuta in molte situazioni e permette di realizzare ciò che pensiamo.

    1. Testa, cuore e… tecnologia. Siamo d’accordo. Ma la tecnologia deve sempre essere un supporto dal quale partire e non un traguardo al quale tendere.
      Qualche volta usiamo la scusa della tecnologia non adeguata per nascondere un talento non adeguato.
      Ho visto scatti emozionanti, curati, degni di nota fatti con cellulari o macchinette usa e getta, come ho visto porcherie indegne scattate dall’alto di svariate migliaia di euro spesi in attrezzatura.
      Le domande alle quali rispondo meno volentieri sono quelle dove mi chiedono i dati di scatto, il modello di fotocamera. Purtroppo sono spesso le domande più gettonate, ma che svelano soltanto l’aspetto più noioso della fotografia.

  4. Ottima analisi che non posso far altro che condividere e sottoscrivere. Resto sempre basito dalla corsa all’ultimo pezzo uscito… Pochi sono quelli che cercano di migliorare se stessi prima che l’attrezzatura e basterebbe anche solo leggere i tuoi consigli preziosi, una bibbia nel web.
    Grazie
    Max

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