La silhouette della bottiglia e del bicchiere

Molti mi hanno chiesto delucidazioni su come realizzare la silhouette della bottiglia e del bicchiere che era presente nel post Fotografare ai tempi del Corona Virus.

Si tratta di uno scatto che ho realizzato molti anni fa.

Allora mi serviva uno still life per del materiale che promuoveva una serie di incontri sul marketing del vino, progetto che poi non è stato realizzato. Due anni fa, lo scatto è stato invece utilizzato per la copertina del catalogo di un distributori di vini mio cliente.

Ricordavo anche che allora avevo scritto un post per un mio vecchio blog, nel quale spiegavo come ottenere questa silhouette decisamente interessante.

La storia dietro la silhouette

Ero alla ricerca di qualcosa di originale e volevo discostarmi dal solito scatto con il fuoco selettivo, un tantino inflazionato.

Cercavo anche qualcosa che avesse un forte impatto grafico e che trasmettesse immediatamente il concetto di vino in senso generale e non di un vino particolare o di una situazione troppo specifica.

Volevo inoltre una foto molto pulita.

Premetto che la fotografia still life non è esattamente il mio pane, ma allora – credo si trattasse del 2012 – mi dilettavo con qualche esperimento in più.

Dopo i primi tentativi finiti piuttosto malamente e quasi ormai convinto che mi convenisse cambiare strategia, capitai del tutto casualmente sulla pagina di un catalogo di un’esposizione e notai la foto di un bicchiere scattato su nero e del quale si coglieva solamente il profilo.

Quella silhouette, così particolare, mi colpì moltissimo, tanto da decidere di provare a fare anch’io qualcosa di simile, senza che avessi idea di come diavolo ottenere una silhouette… su nero (!).

Sono uscito a comprare una bottiglia  – una champagnotta – e ho recuperato un bicchiere da rosso grand cru.

Una questione di tentativi sbagliati

Ho cominciato montando un fondale di carta nero, l’ho appoggiato ad un tavolo e ho creato il solito limbo, con la solita curva morbida.

Ho sistemato bottiglia e bicchiere sul tavolo, dopodiché ho cominciato a ragionare su dove mettere la luce.

Dovevo trovare un modo per disegnare i profili e mantenere lo sfondo nero.

Mi sono detto che sarebbero servite due luci radenti laterali, accuratamente bandierate per non illuminare il fondo, e che il gioco sarebbe stato fatto.

Ho piazzato due monotorce, ho sistemato due pannelli neri di fianco e, quando ho scattato, non solo nessuna traccia della silhouette, ma le luci rendevano visibile il contenuto di bottiglia e bicchiere.

Non immaginate neppure la frustrazione. Comunque spostassi le due luci, tutto usciva, tranne qualcosa che si avvicinasse minimamente a quello che cercavo di ottenere.

Stavo sbagliando tutto! La cosa mi era dolorosamente chiara.

Soprattutto stavo dimenticando un concetto fondamentale, una regola semplice: per ottenere una silhouette, la luce deve provenire da dietro il soggetto. Cosa diavolo cercavo di fare con quelle due luci radenti.

Via il fondale! Al suo posto un flash sul quale avevo montato un soft box. Benissimo, così sarebbe venuta una silhouette, ma su bianco! Su bianco, non su nero!

La silhouette su nero e il colpo di culo

Il colpo di culo è spesso il miglior alleato del fotografo.

Non so nemmeno da quanto tempo girassi attorno a quel soft box dietro la mia bottiglia e il mio bicchiere. Abbastanza da convincermi che forse conveniva gettare la spugna.

Quel soft box era un bianco perfetto, un fondo ideale per una silhouette più tradizionale, ad esempio come lo scatto qui sotto.

teiera su bianco
© Walter Meregalli – Teiera su bianco.

Poi il colpo di culo! Ho appoggiato un pannello di polistirolo nero al soft box, pensando che poi avrei provato ad alzare l’altezza della luce per vedere se quella poteva essere la strada giusta.

Il pannello era però più stretto del soft box e la luce sbordava dai lati, creando due fasce laterali. Avevo creato abbastanza casualmente due strip light – un tipo di luce molto stretta.

I miei due strip light artigianali producevano due fasci di luce molto direzionali e paralleli, che lambivano il profilo della bottiglia e del bicchiere, illuminandolo.

Il pannello bloccava la luce al centro del set e faceva da fondale, mentre la luce che filtrava ai lati illuminava giusto quello che mi serviva.

La distanza tra fondo e soggetto si è rivelata fondamentale. Uno o due centimetri più avanti e la luce illuminava l’interno della bottiglia e del bicchiere. Uno o due centimetri più indietro e non riusciva a disegnare i profili.

Una volta trovata la distanza corretta, ho scelto di sottoesporre per chiudere le ombre ed evitare di leggere la luce di rimbalzo attraverso il vetro della bottiglia.

Con Camera Raw ho accentuato un filo i neri e aumentato contrasto e saturazione, in modo da ottenere i profili un po’ più secchi e bianchi. Successivamente, con Photoshop, ho accentuato  il colpo di luce sul vino rosso del bicchiere, aprendolo un po’.

 

silhouette bottiglia
© Walter Meregalli – Silhouette su nero di bottiglia. Ecco la versione dello stesso scatto senza bicchiere

Chi fosse invece interessa, qui sotto lo schema finale del set.

 

schema set

4 thoughts on “La silhouette della bottiglia e del bicchiere

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    1. Grazie a te. È stato un piacere e poi quando ho cominciato a ricevere richieste simili alla tua, ho pensato che potesse essere una buona cosa scrivere un post

  1. spiegato benissimo tanto che il “progetto” disegnato non serviva. Sono dilettante e se ho capito io,,, 🙂

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