Tre esercizi per imparare a visualizzare

Visualizzare significa imparare a vedere le forme geometriche che compaiono in una scena e le relazioni che queste forme stabiliscono tra di loro all’interno dell’inquadratura.

Un semplice cartoncino e un po’ di pazienza, oltre che ad un minimo. di. manualità

Familiarizzare con l’inquadratura

Uno dei più grandi ostacoli di chi si è avvicinato da poco alla fotografia è quello di prendere confidenza con il concetto di inquadratura e di come questo concetto separi nettamente ciò che scattiamo da ciò che vediamo.

Siamo abituati a spaziare con la vista in lungo e in largo, senza soluzioni di continuità.

I nostri occhi non conoscono perimetri fissi al di fuori dei quali non è consentito loro di spaziare,  così come riescono a passare con un’impressionante naturalezza ed un’impareggiabile rapidità dal primo piano allo sfondo, mantenendo sempre tutto perfettamente a fuoco.

Queste due sorprendenti qualità dell’apparato visivo umano, sconosciute anche alla più sofisticata macchina fotografica, paradossalmente ci complicano e non poco la vita, quando decidiamo di esprimerci come fotografi.

L’inquadratura è un concetto basilare per la fotografia, da capire ed imparare ad usare al meglio.

Inquadrare significa scegliere quali elementi terremo dentro e quali invece lasceremo fuori. Questa scelta a volte va a ridefinire le relazioni tra gli elementi, a volte addirittura creandone di nuove che nella scena originale non esistevano.

Familiarizzare con l’inquadratura significa imparare a soffermarsi sugli elementi che scegliamo di tenere all’interno e sulle relazioni che si vengono a stabilire all’interno del perimetro dell’inquadratura.

L’esercizio del cartoncino

  • Prendiamo un cartoncino A4
  • Ritagliamo un rettangolo al centro con i lati di 22,5 x 15
  • Teniamolo a circa 25/30 cm dal volto
  • Guardiamo attraverso il rettangolo che abbiamo ricavato al centro

Sarà come inquadrare con una macchina fotografica, ma il semplice fatto di farlo senza allontana l’ansia di dover portare a casa uno scatto soddisfacente e ci permette di concentrarci sul concetto di inquadratura e di dentro e fuori.

Concentriamoci sugli elementi che scegliamo di includere.

Analizziamo la loro forma, dedicando particolare attenzione ai loro profili.

Spostiamo lentamente  il cartoncino orizzontalmente e verticalmente, concentrandoci sugli elementi che, via via, compaiono o scompaiono dall’inquadratura e su come questi cambiamenti influiscono sullo spazio di scena delimitato dal rettangolo che abbiamo ritagliato nel quadrato.

Niente che non possiamo fare con una macchina fotografica, naturalmente, ma ve l’ho detto, con una macchina tra le mani, i meno esperti, sono spesso portati a concentrarsi poco sull’inquadratura e su quanto l’inquadratura sia un momento fondamentale di tutto il processo creativo che sta alla base di uno scatto.

L’esercizio degli occhi strizzati

Ecco un secondo esercizio. Lo possiamo fare sia impiegando di nuovo il cartoncino, sia senza.

  • Scegliamo una scena
  • Chiudiamo un occhio
  • Strizziamo l’altro occhio
  • Costringiamoci a vedere gli elementi della scena sfocati

Questo semplicissimo esercizio va ad interferire con il normale modo nel quale il nostro cervello percepisce gli oggetti che ci circondano.

Abbassando notevolmente il numero di dettagli che riusciamo a percepire, la nostra mente passa in una sorta di modalità di visione elementare, azzerando quasi totalmente la profondità, cioè la terza dimensione,  e trasformando gli oggetti in figure geometriche bidimensionali, molto più vicine a come la nostra macchina fotografica renderà la scena.

È un esercizio banale,  che possiamo fare ovunque, il solo rischio è quello di farci prendere per miopi allo stato avanzato o… un po’ idioti – cosa non si fa per la fotografia!

L’esercizio della gelatina

Non sono impazzito del tutto.

  • Riprendiamo il cartoncino del primo esercizio
  • Copriamo il rettangolo al centro con una gelatina grigia – la si trova in colorificio o in qualche negozio che vende articoli da disegno, quelle vendute nei negozi di attrezzatura fotografica costano molto di più
  •  Inquadriamo la scena

Utilizzando una gelatina abbastanza densa, riusciremo ad eliminare sia colori, sia gran parte dei dettagli dei vari elementi della scena, facendo risaltare soltanto le forme.

L’esercizio delle foto sfocate

Ok. Non avete nessuna intenzione di mettervi a ritagliare cartoncini, né tanto meno di portarveli dietro e guardarci attraverso. Figuriamoci poi strizzare gli occhi!

  • Impostate l’obbiettivo montato sulla vostra reflex in messa a fuoco manuale (MF)
  • Inquadrate
  • Inizialmente mettete a fuoco con cura
  • Cominciate a sfocare
  • Concentratevi sulle forme geometriche

Via via sfocando, gli elementi inquadrati perderanno i dettagli, dando origine a forme geometriche dai contorni sempre più grossolani e sempre meno precisi.

Concentratevi su queste forme e di volta in volta cercate di anticiparle mentalmente prima di ruotare la ghiera della messa a fuoco e sfocare volutamente quanto inquadrato.

È un ottimo esercizio e vi risparmierà qualsiasi tipo di imbarazzo.

© Walter Meregalli – Al posteggio delle carrozze – Jodhpur, India
La stessa foto, nella sua versione sfocata. Le forme escono allo scoperto, i soggetti perdono le caratteristiche esplicite reali e vediamo meglio le forme bidimensionali 

Buona pratica.

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Nel prossimo articolo invece parleremo di spazio e di come utilizzarlo al meglio all’interno dell’inquadratura.

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