Flash: un investimento che si ripaga in fretta

Flash! Quattro lettere per fare in modo che tutti se la diano a gambe.

Mi viene da paragonare il terrore che scatena  la parola “flash” soltanto a quello che scatenava in me, giovane liceale, parole come “logaritmo” o “equazione di secondo grado”.
E in effetti in po’ è così.

saddhu
© Walter Meregalli – Saddhu – Luce flash bilanciata con luce ambiente, per un risultato naturale che, soltanto con la luce a disposizione sulla scena, non sarei mai stato in grado di ottenere

Flash: perche’ spaventa

Molti di noi sono spaventati dal flash perché non lo conoscono e, in effetti, i primi approcci possono risultare ostili e produrre risultati frustranti.

Spesso cincischiamo con le varie funzioni. Troppi tasti, troppe modalità oscure, poche certezze. Ecco cosa ci tiene lontano dal flash.

Altri di noi non riescono ad intuire le potenzialità del flash e tendono a snobbarlo, etichettandolo come un accessorio praticamente inutile, una spesa che ci si può tranquillamente risparmiare, un accessorio che serve solo quando è buio.

Fino a qualche anno fa ero anch’io dell’esercito che la pensava così.
Il flash un po’ mi spaventava e per il resto tendevo a snobbarlo.

Poi un giorno, è proprio il caso di dirlo, ecco l’illuminazione e la conversione al flash, grazie a Joe McNally, un grandissimo fotografo americano e un maestro assoluto nell’impiego del flash in esterno.

Guardavo i suoi lavori e li trovavo semplicemente intriganti per come McNally riuscisse a bilanciare luce ambiente e luce flash, riuscendo a produrre degli scatti dove la luce costruiva una magica infrastruttura capace di esaltare in modo spettacolare i soggetti ritratti.

Qualche anno fa lanciai un sondaggio per farmi un’idea di come la pensasse la maggior parte di chi si diverte a fotografare.

Il responso?
La maggior parte di coloro che hanno acquistato un flash non lo considera un accessorio fondamentale, lo usa pochissimo e anche male, proprio perché, come dicevo in apertura, non ne conosce le funzioni,

Triste realtà!

Proviamo a fare un po’ di chiarezza, allora.

Flash incorporato e flash a slitta

Cominciamo a fare una distinzione che è fondamentale tra il flash a scomparsa che quasi tutti i modelli di fotocamere incorporano e i flash a slitta.

Il flash a scomparsa serve davvero a poco e, a chi lo snobba, non posso che dare ragione.
È poco potente, è diretto ed è parallelo all’asse di scatto, le tre caratteristiche si sintetizzano con un aggettivo: poco utile, se non addirittura peggiorativo.

A parte qualche utilità spicciola, come ad esempio impiegarlo per un leggero colpo di schiarita (fill-in flash), il flash incorporato serve davvero a poco.

Il flash a slitta, invece, è tutto un altro mondo.
Per prima cosa offre molte più funzionalità ed è perfettamente controllabile. Poi può montare un’ampia serie di accessori allo scopo di modificare la qualità della luce prodotto – renderla più morbida o più concentrata, colorarla o allargarne il fascio.

La caratteristica però più importante è forse la possibilità di pilotare un flash a slitta con un sistema di trigger e questo ci permette di spostarlo da sopra il corpo macchina, evitando così di illuminare il soggetto solo frontalmente.

Dunque:

  • NO flash a scomparsa incorporato
  • SÌ flash a slitta

Quando il flash non serve

Vi faccio un esempio pratico per capire più rapidamente.

È ormai quasi scesa la sera,  ma non vogliamo rinunciare ad immortalare un’incantevole piazza, soprattutto per la presenza di un monumento equestre che si staglia sul fondo, a circa venti o trenta metri da noi.

La luce è davvero ormai poca per cui pensiamo di affidarci all’aiuto del flash.
Sarà il nostro flash ad illuminare il monumento, ci diciamo.

Inquadriamo, scattiamo e… massima delusione.

Proprio così! E la ragione è una: il flash è utile per illuminare soggetti che non sono ad una distanza superiore ai sei o sette metri.

Alberto Franceschini - BR - ARCI
Alberto Franceschini, ritratto nella palestra di boxe che fu set del film “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti. Grazie ad un flash e ad un softbox con griglia, sono riuscito a  staccare il soggetto dal  fondo e a concentrare il fascio di luce soltanto su una parte molto contenuta del soggetto, lasciando il resto appena visibile – il risultato mi pare interessante

Quando il flash può dimostrarsi molto utile

Difficile riassumere tutte le situazioni in cui un flash torna utile, ma proverò ad elencarne alcune, giusto per cominciare a familiarizzare con l’accessorio più temuto

  • Illuminare un soggetto buio (!)
  • Migliorare le condizioni di luce esistenti, cerando un mix di luce ambiente e artificiale
  • Bilanciare il controluce
  • Far risaltare un soggetto al crepuscolo
  • Disegnare con la luce
  • Aggiungere luce negli occhi (catchlight)
  • Eliminare le ombre di una luce ambiente troppo dura
  • Staccare un soggetto scuro da un fondo scuro/ambiente scuro

Come vedete, non sono poche le situazioni..

Perché quando uso il flash le mie foto fanno schifo?

Questa sembra essere l’esternazione più tipica di chi si avvicina alla fotografia con il flash per le prime volte, senza avere ben chiaro come funziona il dispositivo e quali sono le – poche – regole di base della flash photography.

Di solito la risposta è semplice e può avere una o due variazioni sul tema principale:

  • ho usato il flash direttamente (in asse cioè con l’obiettivo e il soggetto),
  • ho usato il flash nudo e crudo e le mie foto sono venute dure, poco piacevoli, innaturali, eccetera, eccetera, eccetera.

Per cui, una buona ricetta per iniziare ad ottenere foto decenti, impiegando il flash, è senza dubbio quella di disassarlo, pilotandolo ad esempio con un sistema di trigger remoto – ne esistono ormai per tutte le tasche e quasi tutti garantiscono un funzionamento di base ottimale.

Un’altra ricetta, nel caso non si disponga di un sistema di pilotaggio remoto, è quello orientare la testa del flash montato direttamente sulla slitta della fotocamera in modo da non colpire il soggetto direttamente, ma facendo rimbalzare il fascio di luce artificiale su una parete o su un soffitto – di norma su una superficie.

Ricordiamoci in questo caso di scegliere sembre superfici dal colore neutro, se non vorremo poi avere a che fare con spiacevoli dominanti cromatiche riportate sul soggetto.

In ogni caso, è buona regola vestire il flash sempre con un accessorio che ne modifichi la luce, come ad esempio un piccolo softbox o simili.

body buiider
© Walter Meregalli – Body builder – Il colpo di flash mi ha permesso di catturare questa scena molto singolare nonostante la luce ambiente fosse ormai decisamente fioca e il grande albero facesse molta ombra. Ho usato un flash rigorosamente fuori asse rispetto alla ripresa e questo ha contribuito al risultato

In viaggio il flash può servirmi?

Più di quando non lo si riesca ad immaginare e considerato il peso e l’ingombro di un piccolo speedlight, vale davvero la pena comprarne uno, metterselo in borsa e imparare ad usarlo.

È proprio in viaggio che ci si imbatte in situazioni, magari uniche ed irrepetibili, dove però le condizioni di luce non sono ottimali.

Ecco dunque che un piccolo flash può tornare molto utile.

Ma la luce ambiente non è meglio?

Questa è la grande scusa di chi non ha mai voluto imparare ad usare il flash.

Non esiste una luce migliore dell’altra, esistono condizioni di luce migliori di altre.

A volte la luce ambiente sa essere semplicemente magica, a volte invece è drasticamente piatta ed in questo secondo caso che un flash ci aiuta a creare  uno scatto buono, evitatandoci di cadere nell’errore di accontentarci di uno scatto mediocre.

Oppure può capitare che la luce presente nella scena sia incredbile, ma non adatta as far risaltare il soggetto… ecco quando il flash cala il suo asso.

Se non c’è abbastanza luce, alzo gli ISO!

Ed ecco la seconda scusa… vero, tutto vero, tutto vero… a metà.

Alzo gli ISO, ottengo un tempo di posa umano, o un diaframma utile, ma non miglioro la qualità dell’illuminazione, se una luce è piatta, lo è a 100 ISO e lo è a 25000 ISO, non creo contrasti che non esistono, non ci saranno scale ISO in tutte la tecnologia dei sensori

Basterebbe aggiungere un piccolo colpo di flash, ben bilanciato con la luce ambiente disponibile ed ecco uno scatto vivo.

Quanto costa un buon flash dedicato?

Originali Nikon e Canon, partono da 300 euro in su, ma ormai si trovano dei buoni cloni attorno ai 100 euro.

Ecco alcuni suggerimenti per le tre marche principali del mercato reflex, sia originali, sia prodotti da terzi (e dunque decisamente più economici).

Per Nikon, originali:

Per Canon, originali.

Per Sony, originali:

  • HVL-F32M – in vendita a partire da circa 290 euro

Prodotti da terzi:

  • Neewer PRO NW 670 – per Canon, in vendita a partire da circa 60 euro
  • Neewer 750II – per Nikon, in vendita a partire da circa 60 euro
  • Neewer 880s – per Sony, in vendita a partire da circa 80 euro
  • Yongnuo YN968 – per Nikon e Canon, in vendita a partire da circa 130 euro

Come avrete potuto notare, l’investimento richiesto per un flash a slitta non è poi così importante, ma credetimi, si ripagherà in breve tempo. Quanto? Tutto dipende dalla vostra voglia di mettere da parte le avversioni nei confronti del flash.


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