Ritratti testa/spalle: come mettere in posa il viso

Trovare la posa corretta del viso è sicuramente uno segreti per ottenere un ritratto soddisfacente, soprattutto quando il taglio dello scatto è piuttosto stretto.

Mettere in posa il viso del nostro soggetto significa che concentrarci sull’espressione che sta assumendo chi stiamo fotografando, significa trovare il modo per esaltare le sue caratteristiche estetiche più gradevoli o celarne gli eventuali difetti.

Personalmente sono convinto che la riuscita di un ritratto sia legata soltanto parzialmente alla bellezza assoluta del nostro soggetto e che invece molto concorrano le scelte che facciamo, in termini di lunghezza focale, di taglio, di luce e, naturalmente di posa.

 

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© Walter Meregalli – Sorriso – Tutta la forza di questo scatto è nel gesto che l’uomo fa, arricciandosi i lunghi baffi. Un gesto che non è durato che un istante, ma quell’istante sintetizza la storia dietro questo scatto. Bisogna farsi trovare pronti quando quell’istante si presenta di fronte al nostro obiettivo.

Un primo piano è un esame impegnativo

Molti di noi sono portati a pensare che scattare un ritratto testa/spalle sia qualcosa che rasenta il banale. Molti di noi diranno “che ci vuole!? alla fine basta inquadrare il volto e il gioco è fatto”.
Mi spiace, ho cattive notizie in arrivo: non è affatto così! Anzi, scattare un buon ritratto stretto e focalizzato sul solo viso è qualcosa di molto delicato e per nulla banale.

Il viso occuperà gran parte del fotogramma e tutte gli elementi che lo compongono verranno esposti e sottoposti all’analisi di chi guarda, pregi e difetti e purtroppo sono quasi sempre questi ultimi a risultare più evidenti.

Ecco perché dunque scattare un buon primo piano è qualcosa di tutt’altro che banale o scontato e che necessita di tutta la nostra attenzione e copacità di concentrarci sui dettagli.

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© Walter Meregalli – Esempio di ritrattro testa/spalle dove la rotazione del capo aiuta a creare una posa meno statica

Impariamo a far posare la testa

Il modo in cui sceglieremo di fare posare la testa del nostro soggetto concorrerà in maniera fondamentale alla riuscita finale del nostro scatto.

LA TESTA PUÒ RUOTARE SU TRE ASSI: ORIZZONTALE, VERTICALE TRASVERSALE e spetta a noi scegliere, soltanto a noi (!). Ricordiamoci che possiamo sceglierne uno oppure arrivare alla posa finale che è il risultato di angolazioni sui più assi.

Ad esempio possiamo chiedere al soggetto semplicemente di ruotare un poco la testa (asse verticale) oppure di ruotarla e al tempo stesso chiedere di alzare il mento (asse verticale e orizzontale), addirittura potremmo chiedere al nostro soggetto di ruotare il capo verso, ad esempio destra, e contemporaneamente abbassare il mento e inclinarlo un poco, avvicinando la tempia destra alla spalla destra (asse verticale, orizzontale e trasversale).

Fare inclinare o ruotare la testa aiuta a spezzare la monotonia e la rigidità di una posa completamente in asse.

È una buona regola pratica evitare il più possibile le T e cioè, parlando di testa e spalle,  impariamo a limitare che il collo e le spalle formino un’ipotetica croce.

È un’altra buona regola pratica è ricordarsi che esistono differenze tra soggetti maschili e soggetti femminili. Ad esempio, se per una donna può risultare conveniente chiederle di inclinare la testa verso la macchina fotografica, posa che aggiunge femminilità allo scatto, ad un uomo è più auspicabile chiedergli di inclinare il capo, facendoglielo allontanando dall’obiettivo.

Come muoversi sul campo?
Procedendo a piccoli passi ed evitando le  pose estreme. Facendo le cose senza forzare troppo la mano. Ad esempio è assolutamente privo di senso chiedere al nostro soggetto di ruotare completamente il capo o inclinarlo in modo estremo, in nessuno dei casi otterremmo un risultanto anche soltanto vagamente soddisfacente.

© Walter Meregalli – La leggere inclinazione verso l’alto del mento aiuta a limitare l’impatto della fronte molto ampia

Mento su, mento giù.

La posizione che facciamo assumere al mento è fondamentale, ma soprattutto ci permette di velare caratteristiche poco fotogeniche.

Quando chiedere di alzare il mento:

  • quando il soggetto ha una mandibola poco pronunciata
  • quando il soggetto ha una fronte spaziosa o una stempiatura piuttosto evidente

Quando chiedere di abbassare il mento:

  • quando il soggetto ha gli occhi piccoli (ma attenzione a non enfatizzare in modo sconveniente la fronte)
  • quando il soggetto ha una mandibola larga o particolarmente squadrata

Prepariamoci prima di scattare

Proprio così: impariamo a pianificare qualche minuto interlocutorio prima di cominciare a scattare ed utilizziamo questo tempo per analizzare le caratteristiche salienti del volto del nostro soggetto.

Chiediamoci come sono la mascella, la fronte. Chiediamoci se il nostro soggetto ha gli occhi piccoli o grandi o se, tutto sommato, i suoi tratti somatici sono abbastanza simmetrici, perché in questo caso potremmo anche scegliere di usare una posa frontale, mentre in caso contrario ci conviene subito valutare l’ipotesi di far ruotare il volto al soggetto.

Questione di pratica

Proprio così, non dobbiamo aver fretta. Imparare a scattare ritratti soddisfacenti è un lavoro che richiede tempo e pratica, durante la quale dobbiamo impaerare ad allenare il nostro sguardo a catturare gli elementi caratteristici dei volti che andremo a scattare e a capire qual è la soluzione migliore da adottare.

L’argomento è ghiotto e ricco di spunti, che affronterò in una serie di altri post futuri, con i quali vedremo, ad esempio, come scegliere le pose più indicate per una donna e quelle per un uomo, come gestire le mani e altro ancora.

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