Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘cavalletti fotografici’

In viaggio, soltanto quello che davvero pensiamo di usare

La questione è più complessa di quello che potrebbe sembrare.
Sono fermamente convinto che non esista il cavalletto ideale e, ancora di più, che non esista il cavalletto ideale per la fotografia di viaggio.
Il miglior cavalletto è quello che risponde alle nostre necessità e qui entriamo in una sfera decisamente personale.
Fotografare in viaggio comporta una scelta molto precisa dell’attrezzatura che porteremo con noi, determinata dalla meta, dal modo in cui ci si sposterà, dalle nostre abitudini di viaggiatori e fotografi.
Un cavalletto è un accessorio importante e spesso costoso e per non cadere in errore e scegliere un cavalletto che non fa quello che serve, dobbiamo rispondere ad una serie di domande.
Per cui, abbandoniamo la speranza di comprare il miglior cavalletto in assoluto e prendiamo in considerazione l’idea che, ad un certo punto, saremo chiamati a fare delle scelte e che il nostro cavalletto sarà il miglior compromesso possibile.
CI SERVE DAVVERO UN CAVALLETTO IN VIAGGIO?
Ecco la prima cosa da chiederci.
Dipende tutto da quello che intendiamo fotografare e dal linguaggio che sentiamo più nostro.
Se la nostra travel photography è più vicina alla street photography, la risposta è NO.
Se non siamo interessati a time lapse o lunghe esposizioni, ma puntiamo tutto sul reportage nudo e crudo, la risposta è ancora NO. Se siamo allergici al peso e non siamo intenzionati a caricarci, perché siamo fotografi leggeri, la risposta è nuovamente NO.

Molti, soprattutto chi si è avvicinato alla fotografia da poco tempo, si portano in viaggio un cavalletto soltanto per qualcuno gli ha detto che non può partire senza. Spesso questa è un’idiozia, che ci costringe a mettere in valigia un aggeggio pesante e ingombrante, che finiamo col non utilizzare mai, o perché non è nelle nostre corde, o perché ci manca tutta una serie di altri accessori, ad esempio. Se viaggiamo da soli e il nostro modo di fotografare non prevede l’uso di un cavalletto, NON lasciamoci convincere a comprarne uno e a portarlo con noi. NON LO USEREMO MAI! E questo me lo ha insegnato l’esperienza pratica.
Diverso invece se viaggiamo in gruppo, in quel caso potrebbe darsi che qualcuno più esperto di noi ci possa aiutare a crescere fotograficamente e magari farci apprezzare quanto possa tornare utile anche un cavalletto.
Supponiamo, invece, di aver risposto SÌ alla prima domanda, questo punto possiamo passare ad una serie di domande un po’ più specifiche per individuare il compromesso ideale in termini di cavalletti, il modello, cioè, che quasi sempre riuscirà a fare quello che ci aspettiamo faccia – ho scritto quasi sempre, sì, dobbiamo mettere in conto sin da subito che ci si presenteranno situazioni dove anche il nostro cavalletto ci deluderà.
E ora, risposto  alla prima domanda, passiamo oltre e vediamo quali sono le caratteristiche che dobbiamo prendere in considerazione nell’acquisto di un cavalletto.
DIMENSIONI
Le dimensioni contano – ah ah ah!
Eccome se contano e in particolare modo quando si parla di cavalletti.
Domandiamoci se il modello di cavalletto che abbiamo individuato, una volta chiuso, entra in valigia – vi ricordo che la maggior parte delle compagnie aeree non ammette cavalletti a bordo, ma quello che lo consentono, non ammettono cavalletti che chiusi misurino più di 60 cm.
Chiediamoci inoltre se le misure del cavalletto chiuso permettono di trasportarlo con facilità attaccato al nostro zaino, che è poi come lo trasporteremo per la maggior parte del tempo in viaggio.
PESO
In viaggio, per la maggior parte del tempo, ci portiamo tutta la nostra attrezzatura sulle spalle, ecco perché il peso è fondamentale.
Personalmente viaggio con uno zaino che pesa circa 11 kg, cavalletto escluso, per cui non sono mai stato impressionato dal peso, ma chiaramente, alla fine di una giornata di fotografia, la stanchezza può farsi sentire.
Ragioniamo sempre tenendo in conto onestamente le nostre abitudini e attitudini. Fotografare in viaggio può risultare molto stancante e farlo con più chili di quelli che siamo in grado di portare quotidianamente può farcelo odiare.
PORTATA
La portata è una delle caratteristiche fondamentale da prendere in considerazione per la scelta di un cavalletto.
Ci indica quanto possiamo caricare, in termini di peso, e questo naturalmente è importantissimo.
Dobbiamo sempre consultare le specifiche tecniche di ogni modello e individuare i modelli che sono in grado di supportare il peso della nostra attrezzatura – ricordiamoci che dobbiamo sempre fare i conti con peso del corpo macchina, sommato al peso della nostra ottica più spinta e a questo risultato, sommare il peso di qualche altro possibile accessorio.

ROBUSTEZZA
Altro aspetto fondamentale.
La robustezza è data dal materiale con cui il cavalletto è costruito e anche, ma soltanto in parte, dal numero di sezioni che compone ogni staffa.
I materiali impiegati nell’ultima generazione di cavalletti, come ad esempio il carbonio o il basalto, combinano estrema robustezza a leggerezza, ma purtroppo, anche ad un prezzo piuttosto altro.
Chiediamoci per cosa useremo il nostro cavalletto principalmente. Time lapse da ore? Star trailing da ore? o più semplicemente qualche lunga esposizione al tramonto o all’alba? Questo ci aiuta a capire se abbiamo bisogno di un cavalletto super robusto o se possiamo accontentarci di qualcosa di meno strabiliante.

ALTEZZA
Ed eccoci ad una caratteristica a doppio taglio: l’altezza del cavalletto completamente esteso e quella del cavalletto chiuso.
Sono due aspetti importanti.
Il primo perché determina il massimo punto di ripresa consentito – purtroppo i modelli più economici si fermano abbastanza prima dell’altezza occhi – e il secondo determina quanto compatto può diventare il nostro cavalletto.

PREZZO
Agh! Le note dolenti. Il prezzo di solito riassume le caratteristiche. Un cavalletto robusto, leggero, alto, ma compatto e che possa venire caricato con svariati chilogrammi di attrezzatura… COSTA!
Io sono dell’idea che non convenga MAI risparmiare troppo, soprattutto se confidiamo molto nell’uso del cavalletto, ma neppure gettare i nostri soldi.

… e ricordiamoci, non esiste il cavalletto ideale, ma soltanto quello che fa quello che ci serve.


Vieni con noi a fotografare l’incanto del deserto del Sahara.
CLICCA QUI


 

Read Full Post »

Santa - The Professional Photographer

Natale alle porte e, prima che ci prenda l’ansia, ecco un mezzo-decalogo (!) che ci può tornare utile per gli acquisti natalizi… naturalmente vale anche se stiamo pensando a noi e ci vogliamo fare una coccola fotografica sotto l’albero!

memory card

 

Card

Non sono mai abbastanza, è vero, si formattano e tornano nuove, ma soprattutto quando ci si prende gusto e magari si parte per un viaggio fotografico, meglio avere un certo parco card. E poi costano relativamente poco.

Quali scegliere?
Quasi tutte i modelli di fascia media accettano il formato SD (Secure Digital), i formati professionali accettano anche il formato CF (Compact Flash). Il mio consiglio è di acquistare card in tagli massimi da 16GB – personalmente prediligo il taglio da 8GB e preferisco portarmene qualcuna di più.
Le card sono supporti piuttosto affidabili, decisamente più resistenti agli urti ad esempio di molti dischi esterni,  ma mettiamoci sempre nel peggiore dei casi, e potrebbe capitare che una card si rovini irrimediabilmente e allora, il caso non voglia, meglio perdere 8GB che non 128. Siamo d’accordo?!
I prezzi delle card possono variare, e non poco. Si può passare da poche decine di euro e arrivare a pagare anche quasi 200 euro. Dipende dalla capacità – si va dai 2  ai 256 GB. Ci sono card che assicurano una velocità di trasferimento elevatissima – 600 X ad esempio, queste card sono particolarmente adatte per i video, per la fotografia possiamo anche accontentarci di card con transfer rate più contenuto. Possono sembrare un regalo da poco, ma un bel set di card possono fare molto comodo a qualsiasi fotografo.

 

 

hd

 

 

 

 

 

 

Hard disk esterni

Indispensabili compagni per ogni fotografo! Fondamentali per archiviare i nostri file. Fondamentali per il back-up in viaggio.
Anche nel mercato dei dischi rigidi i prezzi variano molto, ma se non scegliamo i dischi rigidi a stato solido (velocissimi e super affidabili), il prezzo per un buon disco esterno è alla portata di tutte le tasche, per un taglio da 500GB si va infatti dai 69 € ai 250, non sempre il prezzo rispecchia le performance e i pregi tecnici, anzi spesso è il design accattivante ad alzare l’asticella – ma anche l’occhio ogni tanto vuole la sua parte.
I tagli più comuni sono 250GB, 500GB e 1 TB (1000 GB) e sugli scaffali si trovano numerosissimi modelli diversi, qualcuno carrozzato, qualcuno light, qualcuno dotato di alimentatore esterno, qualcun altro protetto da gomma stile Meliconi per un uso più fisico. Quasi tutti ormai si autoalimentano attraverso la porta USB del computer, i più recenti mostrano una connessione USB3, più rapida della vecchia USB2, che comunque resta ancora molto in voga.
Il mio consiglio è quello di scegliere solo marche conosciute, nonostante costino qualche decina di euro in più, ma a questi piccoli giocattolini state affidando le vostre foto. Western Digital (WD), Verbatim e LaCie producono dischi rigida da sempre, vorrà pure dire qualcosa…

Come scegliere?
.Ecco alcuni fattori fondamentali: la trasportabilità, la capienza, le connessioni a disposizione, la velocità di lettura/scrittura.
Se l’utilizzo del disco esterno è soprattutto come dispositivo di back-up durante le sessioni fotografiche, sceglietelo ROBUSTO!
Io prediligo quelli da 500 GB, ma ognuno faccia la sua scelta.

 

speedlightkit1

 

 

Accessori per il flash

Il flash a slitta (strobe o speedlight che vogliate chiamarlo) è sempre più presente nelle attrezzature di base (o quasi) del fotografo. L’universo del flash a slitta è costellato di accessori, che sono davvero numerosissimi e per tutte le tasche.

Cosa comprare?
C’è soltanto l’imbarazzo della scelta, butto giù  quattro cose quattro:

  • Softbox, beauty dish, snoot e modificatori in genere.
    Servono ad ammorbidire o concentrare  la luce e ce ne sono di tutti i tipi. Si parte da piccolissimi accessori ripiegabili fino a veri e propri studi portatili
    Le marche migliori sono Lastolite e Lumiquest, ma anche Rogue Photo e Honl. Lastolite rappresenta la marca premium, spesso qualità superiore e, chiaramente, prezzo più elevato. A volte però vale la pena confrontare il modello Lastolite con un suo concorrente clone, perché le differenze tecniche potrebbero essere davvero minime, mentre le differenze economiche significative – ad es. un softbox 60×60 ripiegatile Lastolite costa circa 160 €, mentre un suo clone di buona qualità ha un prezzo che si attesta tra i 45 e 65 € (!).
    Lastolite offre una gamma vastissima di accessori per i flash portatili, softbox, griglie, attacchi particolari, snoot, gobi, riduttori, e molto altro.
    Lumiquest è specializzata nella produzione di piccoli accessori – softbox 15×15, parabole, rimbalzi, concertatori, ecc.
    Rogue Photographic è invece specializzata in una serie di modificatori che chiamano benders, la cui caratteristica è quella di estrema leggerezza e semplicità d’impiego.
    Honl Photo offre invece, oltre ai propri benders, una serie di kit completi e di interessanti griglie per concentrare il fascio di luce.
  • Filtri colorati.
    Servono a intervenire sulla temperatura della luce del flash e rendere la flash photography  più creativa. Honl Photo produce e commercializza un set con addirittura 20 gelatine da applicare attraverso una striscia di velcro direttamente sulla testa del flash – ci sono tutti i filtri di correzione CTO e CTB in 4 gradazioni diverse, oltre a filtri colorati gialli, rossi, verdi, blu e frost. Costano poco (i kit vanno dai 15 ai 45 €) , sono resistenti, di ottima qualità, si montano in pochi secondi con del semplice velcro (che si può acquistare con i filtri) e rendono la fotografia flash molto divertente – e con 15 € si può acquistare una pratica pochette per proteggerli e portarli sempre con sé.
  • Radiocomandi
    Pocketwizard è la marca dei professionisti, ma in commercio si trovano ottime alternative, come Phottix, Rinowa, Yongnuo o DynaSun. Ultimamente sia Phottix, sia Yongnuo hanno cominciato a commercializzare modelli in grado di passare i parametri TTL,  fino a qualche mese fa appannaggio dei soli modelli Pocketwizard.
    I radiocomandi permettono di pilotare i propri flash senza l’annoso problema che macchina e flash debbano per forza vedersi, condizione invece necessario per i sistemi di controllo remoto a raggi infrarossi.
    Questi gingilli possono costare anche svariate centinaia di euro l’uno (Flex TT5 di Pocketwizard), ma stiamo parlando delle Ferrari dei radiocomandi, che consiglio solo se ne pensate di farne un utilizzo quasi professionale. I cinesi Yongnuo  hanno un prezzo che va dai 25 € ad un massimo di 70 € a seconda dei modelli – una scelta umana, ma aspettatevi qualche buco di segnale di tanto in tanto.
  • Batterie esterne
    Sono utilissime: riducono i tempi di riciclo ed evitare che il flash si surriscaldi.
    Se togliamo le costosissime batterie prodotte da Nikon e Canon, in commercio si trovano ottime batterie prodotte da Wallimex, Pixel o Godox. Alcune hanno un accumulatore interno da caricare, altre invece alloggiano con uno stack di pile AA. I prezzi vanno dai 25 € ai 200, ma attenzione alla compatibilità, assicuratevi che la batteria esterna funzioni con il vostro modello di flash.

 

treppiede-leica-tri100-art-757938_1_medium

 

 

Cavalletto
Eccoci all’accessorio scomodo…
Scomodo, ma utile, spesso indispensabile.

Come sceglierlo?
Le caratteristiche da soppesare sono: peso, solidità, altezza massima, altezza minima, tipologia dell’attacco.
Il peso del cavalletto è un dettaglio da non sottovalutare, ce lo portiamo appresso tutto il tempo, ma non facciamoci ingannare da cavalletti troppo leggeri, spesso si dimostrano altrettanto poco solidi.
La solidità è una caratteristica importantissima. Non solo il cavalletto deve sostenere agevolmente il peso della macchina – pensate sempre alla somma di corpo macchina+obiettivo più pesante che possedete, nel scegliere – ma deve restare immobile, una volta fissata la macchina.
L’altezza massima determina il campo di ripresa possibile, mentre l’altezza minima ci dice quanto compatto può diventare il cavalletto mentre lo trasportiamo.  L’attacco è importante. I più semplici presentano una vite alla quale agganciare direttamente il fondo del corpo macchina, i più sofisticati offrono piastre a sgancio rapido. I cavalletti più professionali montano teste separate (e generalmente costose).
Manfrotto e Gitzo  – appartenenti allo stesso gruppo – sono le marche di fascia alta, mentre Velbo, Slik, Reporter  e Cullman sono scelte alternative. Prezzi? Ce n’è per tutte le tasche – dai 50 € di Reporter ai 600 € del modello in basalto prodotto da Gitzo.
Esistono anche dei mini-cavalletti, ma onestamente li associo più al gadget che all’accessorio. In questa fascia salvo i divertenti Gorillapod, fatti con sfere di plastica, molto flessibili e pratici – si avvinghiano letteralmente a qualsiasi cosa – ma non affidate loro troppo peso (!).

 

Borsa
Non poteva mancare! La borsa DEVE far parte del corredo base di ogni fotografo.
E qui ci possiamo sbizzarrire: zaini, tracolle, monospalla, rigide, marsupio… e ancora, a carica frontale, a carica dall’alto, con scomparti mobili, con tasche porta computer…
Queste sono solo alcune delle caratteristiche di una borsa dedicata.
Il mio consiglio è di sceglierla capiente quanto basta (non è forse una perla di ovvietà, questa!?), senza però esagerare – una borsa più vuota che piena è scomodo perché l’attrezzatura al suo interno ballonzola.
Provate più modelli, assicuratevi che le dimensioni vi consentano di imbarcarla con voi durante i viaggi aerei, controllate che sia impermeabile o che sia dotata di preservativo in plastica anti-pioggia, dedicate qualche minuto alle cerniere, che devono essere resistenti e possibilmente nastrate, per evitare che entri acqua, controllate che sia previsto un attacco per il cavalletto.
È fondamentale, soprattutto nei modelli a zaino, che la borsa sia comoda sulle spalle, ma soprattutto è vitale che l’interno sia ben imbottito e che le imbottiture possano essere sistemate per accogliere al meglio l’attrezzatura.
Io amo le Lowepro, ma costano parecchio. Manfrotto si è messa a produrne di ottime ad un prezzo leggermente più contenuto. Buone anche le Tamrac e le Tenba. Nella fascia più economica troviamo Crumpler e Reporter.
Approdate al mercato da poco e dedicate al pubblico femminile, ecco le insospettabili e chicchissime borse di Photofuture.

pompidoo-red-sidepompidoo-sac-photo-contenance

Read Full Post »