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Posts Tagged ‘fotografare le stelle’

Moroccan Stars

In questo caso determinare l’esposizione corretta è stato un filo più difficile a causa delle fonti di luce presenti in primo piano, ma generalmente i consigli del post, con un cielo scuro e una scena sgombra da interferenze, aiutano a non… brancolare nel buio

 

Fotografare le stelle non è esattamente una di quelle attività che si porta a casa senza problemi di sorta.
Con questo non voglio scoraggiare nessuno, ma solamente chiarire che, per chi si appresta a scattare il cielo di notte, l’errore è dietro l’angolo e la frustrazione va messa in conto.

Urca, questo sì che è un bell’attacco ottimista! Andiamo oltre e, se qualcuno di voi è rimasto ancora sul post,  proviamo a vedere se dalla magica borsa dei trucchetti pesco qualcosa di rassicurante.

Per prima cosa muniamoci di cavalletto (indispensabile), di scatto flessibile (altrettanto utile) e di una torcia, meglio se di quelle da alpinismo che si fissano alla fronte, che ci tornerà comoda per sistemare in modo sicuro il cavalletto e per poi impostare i parametri della macchina.

Mettere a fuoco di notte.
Il mio primo consiglio è quello di disinserire l’autofocus e, se c’è la luna, di mettere a fuoco su di lei .
Se non c’è la luna… i problemi di messa a fuoco aumentano.
Direte voi, ma basta mettere su infinito! No! Non basta impostare la messa a fuoco su infinito, purtroppo, ma ora non sto a spiegarvi il motivo (non è cosa semplice), fidatevi!
Con la maggior parte delle lenti Canon, potete impostare il fuoco manualmente facendo riferimento alla L, che compare sulla ghiera e puntanto alla stanghetta corta. Per gli obiettivi Nikon, il consiglio è di mettere a fuoco a metà del primo nodo del simbolo dell’infinito.
Se siete un po’ pratici, impiegate le funzioni live view e controllate il fuoco dal display.

Apertura massima e ISO pompati.
Impostiamo il diaframma più aperto che il nostro obiettivo ci permette, f.2.8 è ideale, mai meno di f.4.
Pompiamo gli ISO. È vero che con 100 ISO (o 200 per i modelli meno professionali) si ottiene meno rumore, ma il rischio è che con il sensore così scarsamente ricettivo, le nostre stelle vengano un pochino debolucce, a meno che non ci si trovi in alta montagna (non sto parlando di 2000 metri…) o nel bel mezzo di una notte estremamente limpida.
Con ISO alti la capacità di registrare più stelle è più elevata, anche se ad ISO elevati corrisponde un rumore digitale elevato.
I modelli di punta, anche ad ISO molto elevati, riescono a contenere il rumore, cosa che invece i modelli di macchina più economici non sanno fare.
Tagliamo la testa al toro e affidiamoci all’esperienza: impostiamo un valore tra i 1600 e 3200 ISO.

Quale temperatura?
Io scelgo quasi sempre 3600 K, che mi  carica un po’ i blu. Il consiglio è quello di provare, fino a che non trovate il parametro che più vi soddisfa.

Missione -7EV.
La missione è quella di creare uno scatto esposto a circa 7EV – non è farina del mio sacco, ma del sacco di un fotografo ben più famoso il cui nome è Ian Norman. Ian Norman ha sperimentato che, esponendo a circa -7EV si ottiene la combinazione ideale tra tempo e diaframma per ottenere buoni scatti di un cielo stellato, in condizioni ottimali dal punto di vista dell’inquinamento luminoso.
Naturalmente la grandezza del sensore ha il suo peso (più il sensore è grande e più luce è in grado di raccogliere) e la focale impiegata influisce su quanto il movimento delle stelle possa risultare evidente (più è piccola la focale, meno sarà evidente).

Per reflex con sensore DX (1.3 o 1.5 di crop), montando un 20mm:
ISO 1600, f/4, esporre per 30 secondi
ISO 3200, f/4, esporre per 25 secondi
ISO 6400, f/4, esporre per 20 secondi
Per le Canon si può esporre qualche secondo di meno.

Per reflex con sensore FX, montando un 20mm:
ISO 1600, f/2.8, esporre per 35 secondi
ISO 3200, f/2.8, esporre per 30secondi
ISO 6400, f/2.8, esporre per 25 secondi

Naturalmente i tempo di esposizione sono indicativo, ma dovrebbero aiutarvi a non scattare a caso.
Il risultato, impiegando la regola dei -7EV genera scatti leggermente sovraesposti, che possiamo correggere facilmente in un secondo momento, ma diciamo che ci dà un’ottima base di partenza, anche per coloro che non hanno grande esperienza di fotografia notturna

Consigli per le ammiraglie
Macchine di punta come la Nikon D800 o D810 e la Canon 5DS o la Sony A7R sono molto più sensibili al movimento degli oggetti, per questi modelli potrebbe valere la pena di ridurre un po’ il tempo di posa.

La regola dei 500*
Ecco un’altra regola pratica. La regola dei 500 ci aiuta a stabilire quale sia il tempo di esposizione oltre il quale non convenga andare per 0ttenere un cielo puntinato di stelle perfettamente immobili.

La regola è semplice: 500/mm focale = tempo di posa massimo

Per cui, se stiamo impiegando un 20mm, dovremo impostare al massimo un tempo di posa di 25 secondi, con un 50mm il tempo di posa non dovrà essere superiore a 10 secondi (ma direi che quasi nessuno scatta a Via Lattea con un 50!).
Attenzione! La regola dei 500 vale per le macchine full format (il motivo è da cercare nel fatto che fu pensata ai tempi della pellicola e per pellicole 24×30). Per le sorelline DX, la regola subisce una lieve interpretazione.

Regola per Canon DX: 385/mm focale = tempo di posa massimo
Regola per Nikon DX: 333/mm focale = tempo di posa massimo

Lo stesso Ian Norman suggerisce di sostituire il 500 della regola con un 600, introducendo così una variante alla vecchia regola, variante che meglio si adatta alla moderna tecnologia dei sensori, Vedete voi, io continuo ad usare il vecchio, caro, 500.


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Cielo Sahara - Diego Gardina

Cielo sopra Abdul – foto di Diego Gardina

Sono appena tornato da un photo tour in Marocco dove il momento culmine era rappresentato dalla sessione fotografica notturna nel deserto del Sahara.
Uno dei partecipanti ha avuto la stoica costanza di appostarsi per ben due ore al fianco della sua macchina fotografica puntata verso la Polare e ho deciso di premiare la sua abnegazione utilizzando il suo scatto in questo post divulgativo – grazie Diego Gardina.

Allora, vediamo come fare per scattare delle belle foto al cielo notturno…

COSA SERVE?

  • cavalletto
  • scatto remoto o intervallometro
  • torcia
  • timer (non necessario)
  • tanta pazienza

Se non avete un cavalletto, girate pure i tacchi e tornatevene a casa, non potrete scattare nulla di valido.
Il cavalletto è l’accessorio indispensabile della fotografia notturna, permette di mantenere la macchina puntata per tempi anche davvero lunghi, senza il pericolo che gli scatti vengano mossi.
Scegliete un cavalletto solido, ripagherà la spesa con il risultato.

Dotatevi inoltre di uno scatto flessibile, meglio se intervallometro.
Lo scatto flessibile vi aiuta a mantenere la macchina immobile, mentre con un intervallometro avete accesso a tutta una serie di funzioni, quali ad esempio la possibilità di stabilire un numero di scatti in sequenza, intervallati da un certo tempo fissi – vedremo a cosa può servire.

Esistono due modi di fotografare le stelle di notte: puntiforme o strisciate.

Il movimento della terra attorno al proprio asse verticale, allineati idealmente con la Stella Polare (nell’emisfero settentrionale) o con la Croce del Sud (nell’emisfero meridionale) fa sì che se usiamo un tempo lungo, le stelle vengono riprodotte con una strisciata concentrica alla Polare o alla Croce del Sud, più o meno lunga a seconda della durata di esposizione.

PUNTIFORMI
Se vogliamo ottenere il firmamento come un insieme di puntini chiari fissi, dobbiamo utilizzare un tempo di scatto veloce.
Attenzione però, per avere la certezza che il tempo che stiamo utilizzando sia sufficientemente veloce per ottenere stelle puntiforme possiamo affidarci ad una regoletta che arriva dal passato: la regola dei 500.

Se possedete una macchina Full Frame, dividete 500 per la focale che state impiegando e il risultato sarà il tempo massimo che potrete utilizzare, al di sotto del quale avrete la certezza che le stelle vengano a forma di punto.
Per Nikon DX, anziché 500 utilizzate 333 e per Canon DX, 312.
Per cui, se montate un 35mm su una Nikon Full Frame, il tempo limite sarà di 14 secondi circa. Per cui basterà impostare un tempo inferiore per avere la certezza che le stelle non si muovano. Tutto chiaro? Spero di sì.

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Stelle sul Sahara – 14mm f. 2.8 @30″ ISO 2500

STRISCE DI STELLE
Questa è forse la soluzione più divertente, anche perché così, le stelle, le si può vedere soltanto grazie alla fotografia.
Per ottenere strisce di stelle bisogna impiegare tempi lunghi, a volte anche della durata di ore.
Una soluzione è quella di impostare la macchina sul cavalletto, collegare lo scatto remoto, impostare il diaframma più chiuso a disposizione e tenere l’otturatore aperto per tutto il tempo necessario –  60 minuti come minimo, ma anche due o tre ore.
Così operando però il sensore, costretto a lavorare per tutto il tempo per il quale l’otturatore è aperto, frigge, introducendo rumore e perdendo di efficacia.
Ed ecco che ci vengono in aiuto software e intervallometro.
Colleghiamo l’intervallometro, impostiamo un’esposizione tra i 20″ e i 30″ e impostiamo un numero di scatti che arrivino a coprire due ore circa, separati da un secondo al massimo.
Otterrete, nel caso di un’esposizione totale di due ore, 240 scatti da 30″, che poi monterete in Photoshop o in StaStaX – e vi assicuro che l’operazione è indolore.
Facendo così, calcolare la corretta esposizione sarà davvero un gioco da ragazzi.
Basterà fare i conti con l’esposizione base di 30″ (come nell’esempio), al resto ci penserà il vostro intervallometro.
Ricordatevi di avere le batterie della macchina cariche e di esservi portati un giaciglio comodo e caldo.
Fate partire l’intervallometro e godetevi lo spettacolo del firmamento, accompagnati dall’ipnotico suono della vostra reflex che scatta ogni 30 secondi – vi consiglio di togliere la riduzione di rumore per le alte esposizioni, impostare lo scatto a raffica o continuo, togliere l’autofocus e la riduzione di vibrazione dagli obiettivi

Cielo Sahara - Diego Gardina

Cielo sopra Abdul (foto di Diego Gardina) – montaggio in StarStaX di 240 scatti, 14mm f.1.4 @30″ ISO 400

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Castellazzara – scatto unico, 14mm f.2.8 @17′ ISO 100


 

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Dalla terrazza di un riad nella valle del Dades, Marocco. Ma quante sono?

Dalla terrazza di un riad nella valle del Dades, Marocco.
Ma quante sono?

Di ritorno dal photo tour in Marocco, ho postato un album con alcuni momenti scattati in viaggio e ho notato che le fotografie che più hanno entusiasmato sono quelle del cielo stellato.

Qual’è la ricetta per fotografare le stelle?
Un buon cavalletto è impriscindibile, poi serve un telecomando o uno scatto flessibile, un obiettivo grandangolare – per abbracciare più cielo possibile e… un cielo stellato sgombro da nubi .
Scegliete anche un luogo lontano da fonti luminose che possano disturbare, quali lampioni o strade.

L’impostazione che vi consiglio è molto semplice:

  • ISO 1600/2000

  • f. 2.8
  • 30 secondi di posa

Con questi parametri riuscirete quasi sempre a fissare dei buoni scatti.
Personalmente scelgo il bilanciamento del bianco “nuvoloso”, che rende tutto un filo più caldo, soprattutto il blu del cielo.
Fate attenzione al tempo di posa, oltre il mezzo minuto, le vostre stelle cominceranno a risultre mosse – il movimento è dovuto alla rotazione della terra attorno al suo asse.
Disabilitate la messa a fuoco automatica e passate in manuale. Usanda un obiettivo di focale corta, la messa a fuoco risulta più semplice – boom, su infinito.

Ma chi ha detto che il movimento va evitato a tutti i costi?
Può essere che vogliate invece rendere spettacolare il movimento degli astri nel cielo e allora: scendete un po’ con la sensibilità (fatelo in proporzione al tempo di posa) e aumentate il tempo.
Fate qualche prova con 20, 30 e anche 45 minuti, a seconda della vostra vicinanza o meno all’equatore, vedrete lasciare strisce nel blu della notte – e l’effetto è mozzafiato.
Con pose cos’ lunghe sarebbe bene assicurarsi che le batterie della macchina siano cariche ed eventualmente, se il vostro modello lo consente, chiudete il mirino, sarebbe un disastro decidere di impostare uno scatto su 40 minuti e vedere la batteria morire a metà esposizione – ricordatevi che molto spesso se impostate X minuti per scattare, la macchina si prende quasi lo stesso tempo per scrivere il file sulla card.

Portate con voi sempre una torcia. In primo luogo vi aiuterà a muovervi e, in particolare, vi renderà le operazioni di impostazione dei parametri della macchina molto più agevoli.

Non limitatevi ad inquadrare soltanto una porzione di cielo, cercate di includere nella vostra inquadratura anche un soggetto in primo piano, meglio se illuminato – ad esempio un albero, un masso, una casa, una tenda – o individuate un soggetto sullo sfondo che possa fare da contrasto al cielo.
Se il soggetto in primo piano non è illuminato, potete provare a dipingerlo con il fascio luminoso della torcia, ma fate attenzione: non indugiate troppo nello stesso punto e non puntate mai la torcia direttamente verso la macchina, o sarete costretti a dire addio alla vostra foto.
I migliori scatti li fate in luoghi privi di inquinamento – mare, montagna o deserti – e lontano da fonti di luce come lampioni o automobili, poi l’esperienza farà il resto.

_TUC1433

_TUC1443Ecco cosa succede se giochiamo con il tempo di esposizione.

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