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Posts Tagged ‘fotografia flash’

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L’amico Antonio Cipriani, giornalista, in una “prova luce”. Ritratto lo-key su fondo nero, SENZA FONDO NERO!

Qualche volta il fotografo deve comportarsi un po’ come il prestigiatore e usare qualche trucchetto per cavare il proverbiale coniglio dal cilindro.

Durante un pranzo in un ristorante indiano dell’Isola, l’amico Antonio Cipriani mi ha coinvolto in uno dei suoi lungimiranti progetti editoriali e mentre ci portavano chicken korma e tandoori vari, mi veniva passato il brief.
Avrei dovuto realizzare una serie di ritratti la cui caratteristica era quella di far sbucare il soggetto dal nero, da alternare a ritratti ambientati più tradizionali.

Di per sé, nulla di tecnicamente difficile da affrontare.
Ci si porta un fondale nero, lo si piazza ad una distanza considerevole dal soggetto, si illumina il soggetto con una luce che si avrà cura di mascherare per controllarne meglio il fascio e il gioco è fatto.

Ma se volessimo arrivare allo stesso risultato senza un fondale nero, perché magari non lo abbiamo a disposizione o perché non ci andava di caricarcelo in macchina con tutti gli stativi o semplicemente perché l’idea c’è venuta sul posto, senza premeditazione?

Nessun problema!

Per inventarci un fondo nero che non c’è, ci servono:

  • un soggetto
  • una reflex
  • un flash
  • un concentratore di luce (grid a nido d’ape)
  • un po’ di conoscenza della tecnica di base della fotografia flash

Prima di entrare nel vivo di come fare, ripassiamo le basi della fotografia flash: il tempo di posa è responsabile di quanta luce ambiente verrà registrata nello scatto, il diaframma controlla l’influenza della luce flash.
Sebbene possa sembrare pedanteria gratuita, il trucco è tutto qui.

Montiamo il concentratore di luce sulla testa del nostro flash.
Sul mercato se ne trovano di svariati tipi e per tutte le tasche. Si tratta di un modificatore particolare che si monta sulla testa del flash o su un softbox per stringere – concentrare – il fascio di luce emessa e quelli che si montano direttamente sul flash presentato una griglia a nido d’ape (grid).

Posizioniamo il flash a lato della macchina, facendoci aiutare da qualcuno o montando lo speedlight su un treppiedi.
La posizione del flash rispetto al soggetto è fondamentale, anche perché il grid stringe molto il cono di luce che illuminerà il nostro soggetto. Vale la pena fare qualche prova, pochi gradi d’inclinazione e qualche centimetro più avanti o più indietro in questo caso fanno la differenza. Studiamo bene le sembianze del nostro soggetto e come vogliamo che la luce lo illumini.

Con la macchina in manuale, esponiamo per il volto del nostro e impostiamo il diaframma che ci dà il risultato che più ci soddisfa.
Dopo di che sottoesponiamo come se non ci fosse un domani, mantenendo il diaframma e scendendo con il tempo di posa.
È fondamentale che, sia macchina, sia flash, possano funzionare con tempi più rapidi del tempo di X-sync, perché potrebbe essere necessario scattare con tempi molto rapidi. Consultiamo il manuale e impostiamo la macchina perché possa dialogare con il flash usando tempi più rapidi dell”X-Sync – per il mondo Nikon si chiama Focal Plane (FP), per il mondo Canon High Sync.
Facciamo un po’ di prove, riducendo sempre più il tempo di esposizione, fino a raggiungere un tempo che escluda completamente l’influenza della luce ambiente – in gergo tecnico questa tecnica si chiama killing the ambient light.
Siccome nella fotografia flash è il tempo di posa che controlla la luce ambiente, se noi lo riduciamo drasticamente, otterremo uno scatto influenzato solamente dalla luce del flash, che è quello che ci serve per inventarci un fondo nero alle spalle del soggetto ritratto.

Nella foto di apertura, ho scattato con 1/2000 di secondo – mentre l’esposizione corretta per l’ambiente, mantenendo lo stesso diaframma, sarebbe di 1/25″, sottoesponendo così di 6 stop.

Boom, il gioco è fatto! Ed ecco comparire un ritratto low key su fondo nero… senza fondo!

 

 

 

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Saddhu a Man Mandir Ghat, Varanasi. Colpo di flash laterale, che si mescola alla luce ambiente. Il flash è nostro amico

Saddhu a Man Mandir Ghat, Varanasi.
Colpo di flash laterale, che si mescola alla luce ambiente. Il flash è nostro amico

Questo è il primo post di una breve serie dedicata alla fotografia flash che ho chiamato “A proposito di flash”.

Il flash questo sconosciuto, probabilmente uno degli accessori che più incute terrore nel fotografo principiante.
A partire dal piccolo mosticiattolo incorporato nella nostra macchina, fino ad arrivare ai dispositivi esterni, il flash è sempre visto un po’ come qualcosa da evitare.
La realtà è ben diversa, il flash è nostro amico, mi verrebbe da dire e mentre lo scrivo, scoppio a ridere.

Per molti anni l’ho accuratamente evitato anch’io, poi mi sono impuntato e ho capito la teoria alla base della fotografia con il flash ed ecco che il flash è diventato un elemento fondamentale del mio modo di fotografare.
Si tratta semplicemente di vincere la paura, studiare un po’ di teoria e fare un po’ di pratica.

Vediamo perché e come usare un flash.

  • Come luce di riempimento
    Di solito è il punto di partenza per molti. Il fill-in, cioè il colpo di schiarita.
    Lo usiamo quando cerchiamo di scattare un soggetto illuminato da dietro o in ombra.
    Un piccolo colpo di flash ed ecco che il nostro soggetto vive.
  • Come luce principale
    Lo dice la parola stessa, luce principale, è il modo che il fotografo ha a disposizione per sostituirsi al sole, con il vantaggio che la può bilanciare e posizionare come meglio preferisce, più vicino, più lontano, più potente, più diffusa…
  • Per creare quello scintillio negli occhi
    Si chiamano catchlight nel gergo professionale e sono quel punto di luce nelle pupille che rendono gli sguardi nei ritratti più vivi, più presenti. Di solito si ottengono quando il flash è posizionato lateralmente, ma non troppo, rispetto al soggetto.
  • Per separare
    Il flash torna molto utile per separare il soggetto dalla sfondo.
  • Per aggiungere dramma
    La luce flash, soprattutto se cruda e laterale, ha la capacità di aggiungere dramma ad un ritratto, introducendo ombre o addirittura luci di taglio, magari colorate, grazie a particolari gelatine.
  • Per congelare l’azione
    In condizioni di luce debole saremmo costretti ad impiegare tempi di posa lenti, che riprodurrebbero qualsiasi soggetto in movimento strisciando. Se invece impieghiamo un flash, ecco che il nostro soggetto viene congelato perfettamente.
  • Semplicemente perché non c’è luce
    È evidente: se non c’è luce, non c’è foto.

Nei prossimi post entreremo nel dettaglio, capiremo quale modalità di flash è meglio usare a seconda delle situazioni, come misurare la luce, come miscelare luce ambiente e luce flash per ottenere risultati eccellenti, quali accessori possono aiutarci a migliorare la qualità della luce flash e altro ancora.
Stay tuned!

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