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Posts Tagged ‘otturatore’

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Magia? No, flash sulla seconda tendina e un tempo sufficientemente lungo per tracciare una doppia v con l’accendino

 

Questo post è dedicato ad una fascia di amatori un po’ più esperti, ciò non significa che chi ha meno esperienza lo debba saltare a piè pari, anzi, tutto fa conoscenza, soprattutto in un campo un po’ ostico come la fotografia con il flash.
Mi rendo conto che ogni volta che tocco l’argomento flash gli occhi di molti strabuzzano, proviamo ad affrontare la basi con chiarezza e senza farci prendere dal panico.

Il flash non è un nemico!  Il flash non è soltanto quel fastidioso lampo che rovina l’atmosfera  della scena, rendendola piatta o ricca di ombre troppo decise.
Tutt’altro, il flash può un grande alleato, se impariamo a conoscerlo e ad impiegarlo secondo quello che vogliamo fare.

Avviciniamoci al magico mondo del flash a piccoli passi, partendo dal flash incorporato e partendo dalle modalità di funzionamento che la maggior parte dei modelli di fotocamera ci mette a disposizione.

  • NO FLASH
    Lo dice la parola stessa. Il flash non scatta.
  • AUTO FLASH
    La macchina determina qual’è la soglia minima di illuminazione e, al di sotto, fa scattare il flash in automatico.
  • FILL FLASH (non tutti i modelli lo presentano)
    In questa modalità la macchina legge l’esposizione sul soggetto principale e determina la corretta potenza del flash per schiarire le ombre.
    Il fill flashcolpo di schiarita è una modalità utilissima perché ci risparmia spesso quei calcoli odiosi e difficili soprattutto per chi è alle prime armi. Il colpo di schiarita ci viene incontro nei ritratti controluce, dove altrimenti il soggetto risulterebbe fortemente sottoesposto.
    Alcuni modelli consento di gestire manualmente la potenza del fill, altri fanno tutto in automatico.
    Cliccate qui per leggere di più sul flash di schiarita.
  • SYNC SULLA PRIMA TENDINA
    Di solito è l’impostazione di default (ma che consiglio a tutti di modificare come prima cosa).
    Il flash scatta all’inizio dell’esposizione.
    In  pratica si traduce in questo:

    • click
    • l’otturatore si apre e il flash scatta
    • la scena viene congelata
    • l’otturatore resta aperto per il resto del tempo di posa (il flash è molto più veloce del normale tempo di posa)
    • il sensore registra il resto della scena.
    • l’otturatore si chiude
  • SYNC SULLA SECONDA TENDINA
    L’impostazione che suggerisco.
    Il flash scatta al termine dell’esposizione.
    In pratica:

    • click
    • l’otturatore si apre
    • il sensore registra la scena con la luce ambiente disponibile
    • mentre si chiude la tendina dell’otturatore, il flash scatta
    • la scena viene congelata
    • si chiude l’otturatore
  • HSS o FP
    HSS sta per Hyper Sync Speed (Canon) mentre FP sta per Focal Plane (Nikon), anche se in pratica significano la stessa cosa e cioè un modo per fregare il flash e usare tempi di posa molto più rapidi di quello di default (di solito 1/60″ o 1/250″).
    Si tratta di una modalità avanzata, ma in certi casi molto utile perché consente di accoppiare diaframmi molto aperti a tempi rapidissimi.
    Si tratta di una tecnologia piuttosto complessa e non credo che, per il momento, siate interessati a capire come tecnicamente venga realizzata – nel caso contrario, basta che me lo chiediate attraverso lo spazio per i commenti e sono disposto a scendere nel dettaglio.
    Quello che c’è da sapere è che la si può impostare nelle preferenze della macchina fotografica e vi permette di usare tempi molto rapidi (anche 1/8000″).
    Qual è il vantaggio dell’Hyper Sync Speed? Ad esempio scattare conto sole a mezzogiorno o realizzare scatti con flash ad aperture molto spinte (f.2.8 ad esempio).
    Qual è lo svantaggio? Il consumo delle batterie. L’HSS è noto per mangiarsi le batterie del flash nel tempo di qualche decina di scatti.
  • TTL
    Impostando questa modalità il flash viene calibrato attraverso una misurazione TTL (trhough the lens – attraverso l’obiettivo), che in parole povere significa che la macchina fotografica misura luce e apporta, attraverso il flash, il necessario colpo di luce per ottenere un risultato corretto, secondo quello che vede attraverso l’obbiettivo.
    L’avanzamento tecnologico ottenuto negli ultimi anni fa sì che questa modalità risulti piuttosto soddisfacente e che garantisca risultati piuttosto apprezzabili – ovviamente se cerchiamo un risultato standard.
    In pratica, la modalità TTL legge la luminosità (riflessa) del soggetto, la luce ambiente e la distanza tra soggetto e fotocamera e interviene in tempo reale sulla potenza da erogare. Se il soggetto o la macchina si spostano, la potenza viene adeguata. Se la luminosità varia, varia anche la potenza del flash. Il tutto in meno che possiate battere ciglio.
    Perfetta per chi ha a che fare con situazioni dinamiche o per chi non ha tempo da perdere.
    Purtroppo la macchina non è intelligente come noi e soprattutto non sa quello che abbiamo in testa, per cui reagisce e interviene sul flash ad ogni variazione di luminosità della scena e ad ogni variazione della distanza soggetto/fotocamera e non sempre questo semplifica le cose. Se i cambiamenti sono previsti, va tutto bene. Se invece le variabili sono casuali… ahi ahi ahi.
  • MULTI-FLASH o STROBE
    Si tratta di un’oscura modalita che replica quello che avveniva con l’impiego di luci stroboscopico. Il flash scatta una serie di lampi ad una frequenza molto rapida – e di solito programmabile – dando la possibilità di fissare un soggetto in movimento più volte nello stesso scatto.
    Da provare per divertimento e mettere in archivio – questo è il mio consiglio.
    Lo strobing funziona molto meglio se il soggetto è illuminato contro uno sfondo scuro.
    Si tratta di un’altra modalità sciupa batterie.
  • MANUALE
    Anche qui lo dice la parola. Abbiamo a disposizione diversi step di potenza, che di solito vanno da potenza piena (1/1) a 1/128.
    È forse la modalità più flessibile, ma di certo la meno rapida. Ad ogni spostamento del soggetto o della fotocamera è necessario intervenire sulla potenza del flash (se la scena è dinamica è fortemente sconsigliato scattare con il flash in manuale).
    Non viene influenzata dalla luminosità (più o meno variabile) della scena – un pro, ma anche un contro… a voi la scelta.
    Quando uso questa modalità, uso sempre un esposimetro esterno per misurare la luce – ma questo temo dovrà essere trattato in un post dedicato, che ne dite!?

Due parole sulle tendine. Prima o seconda?
Io scelgo sempre la seconda, arrivando alla fine dell’esposizione il colpo di flash (e quindi congelando l’azione proprio al termine) ottengo un effetto mosso molto reale. Ad esempio, se imposto un 1/15″ e scatto una persona che mi corre davanti, attraversando la scena da sinistra a destra, il risultato che ottengo è un’immagine strisciata che va da sinistra a destra e che culmina in immagine congelata a destra (quando cioè scatta il flash al termine dell’esposizione). Se scegliessi la prima tendina, con lo stesso tempo, otterrei un’immagine congelata  a sinistra e poi lo strisciato… poco credibile, che ne dite.

Bene, da 1 a 10, quanto siete confusi!?
Tranquilli, sul flash ci torneremo più volte.

 

 

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Non smetterò mai di ripeterlo, ognuno di noi DEVE scattare nella modalità che lo fa sentire più a suo agio, ma è ovvio che se ci abituiamo ad usare il manuale la nostra tecnica ne risentirà positivamente. Se però non ci sentiamo ancora perfettamente a nostro agio con tutta l’aritmetica spicciola da sbrigare o se la rapidità di scatto è la qualità che ci viene richiesta maggiormente, perché ad esempio le cose attorno si muovo velocemente, bè allora pensiamo anche a passare ad una modalità di scatto alternativa, ad esempio una delle due semi-automatiche: la modalità a priorità di diaframmi (A per Nikon e AV per Canon) la modalità a priorità di tempo (S per Nikon e TV per Canon) Cosa sono le modalità semi-automatiche? Sono modalità di scatto dove noi impostiamo il parametro principale e la macchina calcola il parametro secondario per ottenere l’esposizione che ritiene corretta. Ad esempio, in priorità di tempo, noi scegliamo la velocità dell’otturatore e la nostra macchina ci indica il diaframma corretto; mentre in priorità di diaframma, noi impostiamo l’apertura del diaframma e la macchina, di conseguenza, ci suggerisce il tempo corretto. Fin qui non dovrebbero esserci problemi, giusto!? Giusto! Ma non smetterò di ripetere che l’esposimetro della nostra macchina è tarato per esporre per un tono medio e noi, non sempre, siamo interessati alla terra di mezzo – mai come in fotografia in media NON stat virtus.

 

Come fare allora per modificare i suggerimenti dell’esposimetro della macchina? Più semplice di quanto possa sembrare: compensiamo. Compensiamo!? Sì, compensiamo.

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C’è un tastino o una rotella (ognuno cerchi sul manuale della propria reflex) che ci permette di sovraesporre o sottoesporre le indicazioni della macchina quando scattiamo in semi-automatico. A seconda delle impostazioni di base, possiamo sovra o sotto esporre per step di 1/2 o 1/3 di stop (EV). È facile, è veloce, più veloce che dover impostare tutti i parametri. Lasciamo fare alla macchine e poi, prima di scattare decidiamo se vogliamo una foto più chiara o più scura, nel primo caso compenseremo in positivo, mentre nel secondo compenseremo in negativo. In quasi tutte le macchine fotografiche il tasto della compensazione è indicato con un quadratino suddiviso in due triangoli, uno bianco nel quale è riportato il segno + e uno nero nel quale è riportato il segno -. Solitamente si interviene tenendolo premuto e agendo su una delle ghiere presenti sulla macchina.

Compensare è un’operazione semplice. Soprattutto nei primi mesi/anni dove saremo presi ad imparare, scattare in semi-automatico e compensare può diventare il giusto modo per non perdere nessuno scatto. A Ad esempio, stiamo fotografando un tramonto, magari inquadrando anche il disco del sole, ma vogliamo rendere i dettagli in primo piano, evitando di ritrarli come silhouette, che facciamo!? Semplice, impostiamo la macchina su S o A (TV o AV). La macchina ci suggerirà una coppia di tempo e diaframma che riterrà corretta – diciamo 1/250 e f.16… fino a qui tutto ok, ma ovviamente la macchina sbaglia, perché il sole le sta giocando un brutto scherzo e ci farebbe sottoesporre tutto… dunque via con la compensazione… compensiamo di uno stop in positivo e così otterremo uno scatto leggermente sovraesposto di quello che avremmo ottenuto seguendo come pecoroni le indicazioni della macchina.

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Non è difficile! ;

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Un tempo lungo ha reso il movimento blando delle onde sfocato, mentre i soggetti fermi sono rimasti a fuoco

Una delle prime decisioni che siamo chiamati a prendere è in quale modo scatteremo: PRIORITA’ DI TEMPO o PRIORITA’ DI DIAFRAMMA, cioè, chi comanda e chi si adegua? (per ora tralasciamo la modalità manuale, che ci permette di impostare entrambi i parametri indipendentemente).

In PRIORITA’ di DIAFRAMMA noi scegliamo il diaframma e la macchina si adegua, scegliendo il tempo che produrrà – secondo lei – una foto correttamente esposta.

In PRIORITA’ di TEMPO noi scegliamo il tempo di esposizione e la macchina si adegau, scegliendo il diaframma corretto – sempre secondo lei.

Queste sono le due nozioni da non dimenticare.

Bene, passiamo oltre ora…

Altri due concetti da imparare.
Più il diaframma è aperto (numero piccolo) e più entra luce.
Più il tempo è lungo e più entra luce.

 

Non importa quale modalità scegliamo, la macchina cercherà sempre di suggerirci la coppia tempo/diaframma che ritiene corretta.
Ai fini della sola esposizione non fa nessuna differenza che si scelga una coppia con tempo lungo e diaframma chiuso o, viceversa, una coppia con tempo breve e diaframma aperto, ma non dobbiamo pensare solo in termini di esposizione… Perché la fotografia non è soltanto esposizione.

Fuoco sul volto e diaframma aperto per ridurre la profondità di campo – sfondo sfocato

Per cui cerchiamo di capire che scelte fare:

  • scegliamo un tempo veloce quando vogliamo congelare un soggetto in movimento
  • scegliamo un tempo lungo (magari con l’aiuto di un cavalletto) quando vogliamo strisciare un soggetto in movimento
  • scegliamo un diaframma chiuso quando cerchiamo di tenere più cose a fuoco
  • scegliamo un diaframma aperto quando vogliamo sfocare lo sfondo o il primissimo piano (quello che sta davanti al nostro soggetto principale).

Queste sono le regolette che dobbiamo ricordare

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Niente paura, non ci avventureremo in un vortice di tecnicismi astrusi, ma cercheremo di capire il funzionamento della nostra reflex.

Partiamo dal presupposto che la sola differenza tra una moderna reflex digitale ed una vecchia macchina fotografica è il supporto sul quale viene registrata la fotografia, nella fotografia digitale la pellicola è stata soppiantata da un sensore.
Qualche purista potrebbe dissentire, ma ai fini pratici, per chi si accosta alla fotografia a principiante, pensarla in questa maniera lo aiuterà a vincere gli scetticismi.

LA LUCE È IL MEZZO USATO PER “SCRIVERE”, sia che stiate fotografando in digitale, sia su pellicola.

Attraverso un obiettivo, la macchina fotografica indirizza la luce verso un piano focale, e in una reflex digitale, il piano focale corrisponde ad un sensore.

Ecco cosa succede quando scattate:

  • si apre l’0tturatore – una sorta di porta le cui tendine si alzano per far passare la luce verso il sensore
  • l’otturatore rimane aperto per tutto il tempo di posa che avete impostato (voi o la macchina per voi)
  • il sensore  viene impressionato – proprio come avveniva per la cara vecchia pellicola – e converte la luce in impulsi elettrici
  • gli impulsi vengono amplificati ed inviati al convertitore analogico/digitale che li traduce in codice numerico
  • i numeri vengono passati al computer della macchina che li elabora e salva il risultato in forma di file sulla card

Ecco come ci arrivano i vostri JPG sulla card di memoria.
Siete sopravvissuti? Saltiamo a piè pari la teoria del colore e come un computer costruisce un’immagine utilizzando tre piani diversi e restiamo concentrati sulla pratica. Ora sapete a grandi linee quello che accade quando scattate.
Nei prossimi post parleremo di tempi di posa e di diaframmi, i cardini della tecnica fotografica.

Continuate a seguire Fotografia Facile.

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